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Iva omessa, reato «alle corde»

Sì alla depenalizzazione dei mancati versamenti Iva, a patto che si trovi un sistema in grado di discriminare il “furbo” da chi invece è nella tempesta della crisi. Mauro Maria Marino, presidente della commissione Finanze del Senato che sta ultimando le audizioni conoscitive in vista della preparazione dei decreti attuativi della delega fiscale, apre all’ipotesi di depenalizzazione dell’omesso versamento Iva a patto che vi sia chiarezza di fondo. E cioè si riesca a non favorire comportamenti in frode alla legge e si inserisca questa revisione all’interno di un più generale ripensamento del sistema sanzionatorio fiscale in cui «si punisce la frode ma si è tolleranti con l’errore». E la strada giusta, spiega Marino, potrebbe essere quella dell’autodenuncia che evita il penale: «Chi sta attraversando un momento di difficoltà lo comunica al Fisco e sospende il pagamento. Si tratterebbe – spiega Marino – di un compromesso che consente all’impresa di far fronte a una crisi economica vera e senza precedenti ma mette anche il Fisco al riparo da comportamenti opportunistici che, come quotidianamente si vede, non sono proprio sporadici. Insomma, io credo che si debba fare di tutto per aiutare chi cerca di resistere alla crisi senza dare una mano ai furbi che mi pare non ne abbiano bisogno». In questo senso Marino non vede di buon occhio una «depenalizzazione secca» tanto più se questa mossa non «rientra in un piano più complessivo di revisione del sistema sanzionatorio che sarebbe davvero urgente e dovrebbe muoversi nella direzione di alleggerite la posizione di chi commette un errore e aggravare quella di chi invece si muove con la precisa intenzione di frodare il Fisco». Di fatto si attende un piano complessivo sulle sanzioni che viene visto dal presidente della commissione Finanze del Senato meglio rispetto a interventi spot su questa o quella sanzione. «Sul piano fattuale capisco l’urgenza dell’Iva in relazione alla crisi ma continuo a confidare sul fatto che dai tecnici del ministero dell’Economia e delle finanze arrivi rapidamente un piano complessivo sul nuovo sistema sanzionatorio, vista la rilevanza della questione specie nel rapporto amministrazione-contribuenti».
Prosegue intanto alla commissione Finanze del Senato il cammino dell’iter di audizioni – oggi sarà la volta tra gli altri di Confindustria e Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – propedeutiche alla scrittura dei decreti del Governo che daranno attuazione alla legge delega in capo fiscale. Entro la fine del mese sono attesi i pareri in fatto di Catasto e semplificazioni, temi su cui non mancheranno i “suggerimenti” da parte sia della Camera che del Senato. «Credo che in particolare sul Catasto – spiega Marino – verranno indicazioni operative e andranno nel senso di avere un Catasto “partecipato” non solo sulla carta, come prevede l’articolo 2 della legge 23/2014, ma anche di fatto. Quindi credo si debba riconoscere il giusto spazio nella procedura che porta alla concreta valorizazzione dell’immobile alle competenze del mondo delle associazioni e delle categorie, dagli agenti immobiliari alle associazioni della proprietà edilizia, tanto per fare un esempio. E su questo insisteremo». Ieri, per le audizioni, è stata la volta di Rete Imprese. Le semplificazioni in programma vanno bene – si legge in una nota – ma serve anche l’abolizione della responsabilità solidale delle ritenute nei contratti di subappalto, l’innalzamento del limite entro il quale è possibile compensare crediti od ottenere il rimborso Iva senza adempimenti e l’accorpamento di Tasi e Imu.

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