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Iva, lettere d’intento dall’esportatore

La comunicazione telematica delle lettere d’intento sarà effettuata direttamente dall’esportatore abituale a partire da quelle relative al 2015. Il fornitore potrà quindi emettere fatture senza addebito di Iva dopo aver ricevuto dall’esportatore abituale (e riscontrato telematicamente) la lettera d’intento e la relativa ricevuta telematica. L’articolo 20 del decreto semplificazioni, approvato definitivamente giovedì scorso, riscrive completamente la procedura attraverso cui l’esportatore abituale può beneficiare dell’acquisto di beni e servizi in regime di non imponibilità Iva. In particolare, viene abolito l’obbligo di comunicazione dei dati delle dichiarazioni d’intento ricevute da parte del fornitore dell’esportatore abituale.
La comunicazione telematica da parte dell’esportatore deve essere effettuata per le lettere d’intento che esplicano efficacia a partire dal 2015. Pertanto, letteralmente, dovrebbero rientrarvi anche quelle eventualmente emesse alla fine del 2014, ma relative a operazioni da effettuarsi a partire dal 1° gennaio 2015.
Una volta inviata la comunicazione, l’agenzia delle Entrate rilascia la ricevuta. L’esportatore abituale, al fine di richiedere la non applicazione dell’Iva al proprio fornitore/prestatore, gli consegna il modello trasmesso telematicamente e la ricevuta. Solo dopo aver ricevuto e controllato questi documenti il fornitore/prestatore potrà emettere fattura senza l’addebito di Iva, con la dicitura «operazione non imponibile».
La verifica consiste nel riscontro telematico dell’avvenuta comunicazione alle Entrate da parte dell’esportatore abituale della lettera d’intento. Il riscontro potrebbe avvenire accedendo al proprio cassetto fiscale, opportunamente potenziato, ovvero tramite altre procedure eventualmente predisposte da un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate.
Lo stesso iter dovrà essere seguito nel caso in cui l’esportatore si volesse avvalere della facoltà di acquistare senza addebito di Iva in relazione a importazioni. In questo caso resta ferma la regola della riferibilità univoca alla singola operazione doganale.
Entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto semplificazioni, inoltre, l’agenzia delle Entrate metterà a disposizione dell’agenzia delle Dogane la banca dati delle dichiarazioni d’intento. Una volta avvenuta la condivisione dei dati tra le due agenzie, l’esportatore abituale sarà dispensato dalla consegna in dogana della copia cartacea delle dichiarazioni d’intento e delle relative ricevute telematiche (occorrerà probabilmente indicare nella dichiarazione doganale il numero della ricevuta rilasciata).
L’unico onere che resta in capo al fornitore/prestatore (oltre alla verifica dei documenti ricevuti) è quello di riepilogare nella dichiarazione annuale Iva i dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute. Tuttavia, dalla relazione illustrativa al decreto si evince che dovranno essere riepilogati i dati delle operazioni effettuate senza applicazione dell’Iva nei confronti di singoli esportatori abituali. Il modello dichiarativo relativo al 2015, pertanto, sarà opportunamente integrato (e dovrà anche essere precisato quale sanzione risulti applicabile in caso di violazioni).
In ogni caso, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto sarà emanato un provvedimento per la definizione delle modalità applicative delle nuove disposizioni e dei requisiti per il rilascio della ricevuta.

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