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Iva di gruppo in salsa europea

Uno per tutti e tutti in uno. Dal 2018 arriverà l’Iva di gruppo in salsa Ue, che prevede la fusione in un unico soggetto passivo – ovviamente soltanto ai fini dell’imposta indiretta armonizzata – delle imprese collegate da legami finanziari, economici ed organizzativi. Queste imprese potranno dare vita a un «gruppo Iva» che ne assorbirà le identità e opererà come un unico contribuente nei rapporti con l’esterno, mentre i rapporti interni tra le imprese aderenti saranno irrilevanti ai fini dell’imposta. Così, per esempio, il gruppo Delta, costituito dalle società Alfa, Beta, Gamma e Delta, fatturerà con la propria partita Iva le operazioni autonomamente effettuate dalle partecipanti verso i terzi e sarà destinatario delle fatture relative agli acquisti di beni e servizi da esse effettuati, mentre le cessioni e le prestazioni scambiate tra le partecipanti non saranno considerate operazioni rilevanti per l’imposta. L’importante novità è prevista nella bozza della legge di bilancio 2017, che mira a recepire, dopo molti anni e qualche tentativo andato a vuoto, l’istituto del gruppo Iva contemplato dall’articolo 11 della direttiva 2006/112/CE (direttiva Iva) e adottato da diversi paesi. Questa disposizione prevede infatti che gli stati membri, previa consultazione del Comitato Iva, possono considerare come un unico soggetto passivo le persone stabilite nel loro territorio «che siano giuridicamente indipendenti ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi». Anche il nostro paese si accinge, quindi, ad introdurre la «mono-soggettività» ai fini Iva, che, come sottolineato dalla Commissione europea (comunicazione n. 325 del 2009), offre grandi vantaggi nell’applicazione dell’imposta, ma pone nel contempo delicate questioni in punto di neutralità e di concorrenza.

L’istituto del «gruppo Iva», a dispetto della semplicità concettuale, richiede una disciplina piuttosto complessa, come dimostrano i ben 11 articoli dei quali si compone il «Titolo V-bis» che la bozza di ddl prevede di inserire nel dpr 633/72, cui si aggiungerebbero i provvedimenti attuativi di competenza del mineconomia e dell’Agenzia delle entrate.

Ambito soggettivo e procedure. Potranno costituire il «gruppo Iva», e diventare quindi un unico soggetto passivo, i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello stato collegati dai vincoli finanziario, economico e organizzativo individuati dalla legge. Sono esclusi le sedi e le stabili organizzazioni all’estero, i soggetti titolari di aziende sottoposte a sequestro giudiziario, i soggetti sottoposti a procedura concorsuale e quelli posti in liquidazione ordinaria. Il «gruppo Iva» si costituisce attraverso l’opzione da parte di tutti i soggetti per i quali sussistono i predetti vincoli, da manifestare esplicitamente mediante una dichiarazione telematica presentata dal rappresentante del gruppo (non vale il comportamento concludente), vincolante per almeno un triennio. L’adesione al gruppo fa cessare gli effetti di tutte le opzioni in materia di Iva esercitate dal soggetto, anche se non sia decorso il termine minimo di validità.

Profili sostanziali. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante al «gruppo Iva» nei confronti di soggetti non partecipanti si considerano poste in essere dal «gruppo Iva»; specularmente, le analoghe operazioni poste in essere da soggetti esterni nei confronti dei partecipanti si considerano effettuate nei confronti del «gruppo Iva». Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra i partecipanti non sono considerate cessioni o prestazioni agli effetti degli articoli 2 e 3 del dpr 633/72. Gli obblighi e i diritti derivanti dall’applicazione delle norme sull’Iva fanno capo al «gruppo Iva» e sono adempiuti o esercitati, nei modi ordinari, dal rappresentante del gruppo, il quale è responsabile per l’adempimento di tali obblighi; gli altri partecipanti, comunque, sono solidalmente responsabili per le somme dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni a seguito delle attività di liquidazione e di controllo svolte dall’Agenzia delle entrate attraverso articolazioni dedicate.

Imposte di registro e di bollo. Le fatture e i documenti scambiati tra i partecipanti al gruppo Iva, riferibili ad operazioni che diventeranno estranee alla sfera dell’imposta, mantengono l’esenzione dall’imposta di bollo cui avrebbero diritto se fossero diretti all’esterno (per esempio, in relazione a un’operazione che sarebbe imponibile).

Per quanto riguarda la registrazione e la tassazione degli atti ai fini dell’imposta di registro, verrà stabilito che le sottostanti operazioni infragruppo si considereranno soggette all’Iva, quindi escluse dall’obbligo di registrazione in termine fisso (salvo la forma solenne) e dall’imposizione proporzionale in base al principio di alternatività, eccettuate le operazioni che, se effettuate verso terzi, sarebbero escluse dall’applicazione del suddetto principio (es. operazioni immobiliari esenti). Infine, le locazioni infragruppo di immobili strumentali per natura saranno soggette all’imposta di registro dell’1% prevista per le analoghe operazioni al di fuori del gruppo.

Franco Ricca

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