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Iva, giro di vite contro i furbetti delle compensazioni di crediti

Tutte le deleghe di pagamento recanti compensazioni orizzontali di crediti tributari (Iva, imposte dirette e ritenute) dei titolari di partita Iva devono transitare dal sistema informativo dell’Agenzia delle entrate: il modello F24 deve essere trasmesso esclusivamente attraverso i servizi Entratel o Fisconline, quale che sia l’importo del credito utilizzato.

Scende inoltre a 5 mila euro il limite oltre il quale, per compensare i crediti risultanti dalle dichiarazioni annuali, è obbligatorio il visto di conformità, pena la restituzione dell’importo indebitamente utilizzato con interessi e sanzioni.

Queste alcune misure contenute nella «manovrina» correttiva dei conti pubblici varata con il dl 24 aprile 2017, n. 50, pubblicato nel supplemento ordinario n. 20 alla G.U. n. 95 del 24 aprile 2017 e in vigore dallo stesso giorno.

Il nuovo giro di vite sulle compensazioni, diretto a contrastare l’utilizzo indebito dei crediti tributari, porterà all’erario benefici stimati, a regime, in complessivi 1.930 milioni annui, cifra che per il 2017 scende a 975 milioni in considerazione della diversa decorrenza degli effetti sull’Iva. Vediamo più da vicino le nuove misure introdotte dal dl n 50/2017.

Canali esclusivi per la trasmissione del modello F24. Una prima modifica di carattere generale è quella apportata all’art. 37, comma 49-bis, del dl n. 223/2006. Questa disposizione, che nella versione precedente imponeva l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate solamente per le compensazioni dei crediti Iva per importo superiore a 5 mila euro, prevede ora l’obbligo generalizzato per tutte le compensazioni, effettuate dai titolari di partita Iva, dei crediti di qualsiasi importo relativi a: Iva; imposte sui redditi e relative imposte addizionali e sostitutive; Irap; ritenute alla fonte; crediti d’imposta «speciali», da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

In sostanza, ora in avanti, i contribuenti titolari di partita Iva che intendono utilizzare in compensazione orizzontale i predetti crediti, quale che sia l’importo, devono trasmettere la delega modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (Entratel e Fisconline), anche avvalendosi degli intermediari abilitati all’utilizzo dei predetti servizi (in tal senso il provvedimento dell’Agenzia del 21 dicembre 2009), mentre non possono più avvalersi dei servizi di home banking o remote banking forniti da banche e Poste italiane.

L’eventuale violazione di questo obbligo non pregiudica la compensazione che sia stata effettuata legittimamente sotto il profilo dell’esistenza del credito, ma comporta, secondo l’orientamento dell’amministrazione finanziaria, l’applicazione della sanzione da 250 a 2 mila euro, prevista dall’art. 11, lett. a), del dlgs n. 471/97.

Per i non titolari di partita Iva restano in vigore le disposizioni dell’articolo 11 del dl n. 66/2014, modificato dall’art. 7-quater del dl n. 193/2016, secondo cui l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate è obbligatorio soltanto per la trasmissione delle deleghe «a saldo zero», mentre per le compensazioni con saldo positivo i contribuenti possono anche avvalersi dei servizi telematici degli intermediari della riscossione (banche e Poste).

Obbligo del visto di conformità, Certamente più importante l’impatto delle modifiche volte a estendere la portata dell’obbligo del visto di conformità, ai fini della compensazione dei crediti risultanti dalle dichiarazioni annuali.

A tale scopo, il dl 50/2017 ha modificato sia l’articolo 1, comma 574, della legge n. 147/2013, sia l’articolo 10, comma 1, del dl n. 78/2009, riducendo da 15 mila a 5 mila euro l’importo oltre il quale la compensazione dei crediti tributari risultanti dalle dichiarazioni annuali è subordinata alla condizione che la dichiarazione dalla quale emerge il credito rechi il visto di conformità di cui all’art. 35, comma 1, lett. a), del dlgs n. 241/97, o in alternativa sia sottoscritta anche dai componenti dell’organo di contabile di cui all’art. 2409-bis c.c., i quali devono attestare l’esecuzione dei controlli di cui all’art. 2, comma 2, del dm n. 164/1999.

I crediti sottoposti al vincolo in esame sono quelli relativi ai seguenti tributi: Iva; imposte sui redditi, relative addizionali e imposte sostitutive; ritenute alla fonte (non più soltanto quelle di cui all’art. 3 del dpr n. 602/73, essendo questo riferimento normativo stato soppresso dal dl n. 50/2017); Irap.

Come in precedenza, l’obbligo del visto di conformità per la compensazione, oltre il nuovo limite di 5 mila euro, è circoscritto ai crediti risultanti dalle dichiarazioni, per cui resta ferma l’esclusione dei crediti infrannuali Iva risultanti dal modello TR, i quali possono pertanto continuare a essere utilizzati «liberamente» (salvi gli ulteriori vincoli); l’eventuale apposizione del visto di conformità sul modello TR è quindi utile esclusivamente al fine di fruire dell’esonero dalla garanzia nel caso in cui il credito venga chiesto a rimborso.

La riduzione della soglia oltre la quale scatta l’obbligo del visto, per quanto riguarda i crediti delle imposte dirette, avrà effetto già sulle dichiarazioni relative all’anno 2016, di prossima presentazione, mentre per i crediti Iva l’effetto è differito alle dichiarazioni 2018 per il periodo d’imposta 2017 (il termine per la presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa al 2016 è scaduto il 28 febbraio scorso).

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