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Iva forfetaria sui noleggi solo se si naviga nella Ue

di Renato Portale

Per l'Iva sulle locazioni di unità da diporto sono poche le ipotesi di base imponibile ridotta in via forfettaria. Il noleggio a breve termine è «fuori campo» se le imbarcazioni sono messe a disposizione del cliente in un altro Stato membro: non sorge in questo caso né l'obbligo di emettere fattura né l'obbligo di compilare il modello intrastat per prestazioni rese a clienti comunitari soggetti passivi d'imposta. Nel noleggio a breve termine con messa a disposizione dell'unità da diporto al di fuori del territorio Ue non è possibile applicare la percentuale forfetaria del 5% per l'utilizzo della stessa entro le acque territoriali italiane.

Questi alcuni dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate nella Circolare n. 43/E del 29 settembre, emanata dietro esplicite domande avanzate da Ucina, l'associazione di categoria del settore nautico.

Nelle premesse l'Agenzia ricorda che nel recente decreto di Ferragosto (Dl 138/2011) sono state inserite precise norme in materia di intestazione fittizia di beni, con riferimento alle società di comodo, per quanto riguarda l'Ires; mentre altre disposizioni sono state introdotte in merito ai costi relativi ai beni dell'impresa concessi in godimento a soci o familiari dell'imprenditore, in caso di corrispettivi annui inferiori a costi di mercato. E le imbarcazioni sono spesso i tipici beni oggetto di questi meccanismi elusivi.

Tornando all'Iva, e alle specifiche richieste poste dall'associazione di categoria, la Circolare affronta sia i problemi di territorialità previsti dal l'articolo 7-quater e 7-sexies del Dpr 633/72, sia i diversi problemi di non imponibilità previsti dall'articolo 8-bis dello stesso decreto.

Per la territorialità, l'Agenzia ricorda che le disposizioni impartite dalla precedente Circolare n. 49/E del 7 giugno 2002 in ordine alla forfetizzazione della base imponibile per le imbarcazioni da diporto sono valide dal 2010 solo nelle seguenti ipotesi: 1) nei casi di noleggi e locazioni a breve termine di imbarcazioni messe a disposizione in Italia e utilizzate all'interno del territorio comunitario; 2) nei casi di noleggi e locazioni a lungo termine di imbarcazioni da diporto rese nei confronti di non soggetti passivi d'imposta, ossia di privati consumatori (B2C) quando l'imbarcazione sia utilizzata all'interno del territorio comunitario.

Invece, per le locazioni e i noleggi a lungo termine di imbarcazioni nei confronti di società, imprese o professionisti (prestazioni B2B) si segue la regola generale di tassazione nel Paese ove è stabilito il committente senza considerare il luogo di utilizzo. Per cui non si rendono più operative le disposizioni di forfetizzazione ma la base imponibile è commisurata all'intero corrispettivo pagato al locatore o alla società di leasing.

Per quanto riguarda il regime di non imponibilità di cui dall'articolo 8-bis, la Circolare ricorda che esso è previsto solo per l'esercizio di attività commerciale e si estende alle ipotesi in cui l'imbarcazione da diporto: 1) è oggetto di locazione e noleggio nei confronti di esercenti attività commerciali; 2) è utilizzata per l'insegnamento professionale della navigazione da diporto; 3) è utilizzata dai centri d'immersione come unità di appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.

L'esenzione, quindi, non è applicabile nel caso in cui la locazione o il noleggio delle imbarcazioni siano resi nei confronti di privati.

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