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Iva, una finta semplificazione

Non solo le mancate semplificazioni, ma anche l’arrivo di nuove complicazioni fiscali, come «l’obbligo di comunicazione dei dati delle singole fatture emesse e ricevute, con un grado di dettaglio che giunge sino alla necessità di indicare la tipologia dell’operazione». Monta la protesta tra i professionisti per gli adempimenti anti-evasione introdotti dal governo con il dl n. 193/2016. Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, ha inviato ieri sera una lettera al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan in cui esprime «il profondo rammarico del Cndcec e quello dei tantissimi commercialisti italiani che proprio in queste ore ci stanno manifestando il loro motivato malcontento». Soprattutto dopo che il tavolo tecnico istituito dal Mef con le categorie aveva prodotto nei mesi scorsi una bozza di decreto di «semplificazioni a costo zero che anche il ministero e l’Agenzia delle entrate hanno condiviso», prosegue Longobardi, ma che è poi «svanito nel nulla».

Le nuove comunicazioni trimestrali di dati Iva, secondo i professionisti, andranno inevitabilmente a gravare sui carichi di lavoro degli studi e sulle tasche dei rispettivi clienti. «Il dl n. 193 dimostra la totale indifferenza, o forse la mancata conoscenza, delle difficoltà che la miriade di adempimenti crea al tessuto imprenditoriale», afferma l’Ungdcec in una nota.

Nel mirino anche le sanzioni introdotte dal decreto. Soprattutto quelle sullo spesometro trimestrale, per il quale l’omessa o errata comunicazione di ciascuna fattura sarà punita con la sanzione di 25 euro, senza cumulo giuridico e fino a un massimo di 25 mila euro. «Questo approccio quantitativo ci lascia perplessi, perché segna un ritorno a un passato che sembrava ormai definitivamente accantonato», osserva Sergio Giorgini, consigliere nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, «purtroppo nel decreto sono mancate una serie di vere semplificazioni che erano invece attese, dagli studi di settore al nuovo calendario degli adempimenti tributari (tra cui la proroga per modello 770 e Certificazione unica). Auspichiamo che in sede di conversione tali novità possano trovare spazio».

«Invitiamo l’amministrazione finanziaria ad adottare precise strategie per individuare i contribuenti a rischio e non a colpire tutti indifferentemente», aggiunge l’Ungdcec, «l’introduzione di nuovi oneri e adempimenti dimostra, purtroppo, la sostanziale incapacità di progettare una vera lotta all’evasione». Accolta positivamente, invece, l’estensione della dichiarazione integrativa a favore, mentre secondo Giorgini «forse si poteva fare qualcosa di più sulla rottamazione delle cartelle, dal momento che l’aggio rimane dovuto (fino al 9%) e che il piano di rateazione consentito obbligherà i contribuenti a fare fronte a rilevanti esborsi finanziari, essendo le prime due rate pari a due terzi del dovuto».

La Cna esprime «soddisfazione per il rifinanziamento del Fondo di garanzia, che consente di assicurare continuità agli interventi di uno strumento diventato indispensabile alle piccole imprese per ottenere credito bancario». Mentre sulla soppressione di Equitalia «ci attendiamo che al cambio di nome segua una nuova fase nella gestione delle cartelle esattoriali, più rispettosa dei diritti dei contribuenti onesti», conclude l’associazione di artigiani e pmi.

Valerio Stroppa

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