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Iva, Equitalia nel mirino dell’Ue

di Stefano Sansonetti 

La richiesta è arrivata al ministero dell'economia qualche tempo fa. A prendere carta e penna è stata la Commissione europea, che sembra aver acceso un faro su Equitalia. In particolare, alle istituzioni comunitarie interessa capire perché la società di riscossione dei tributi, al 51% dell'Agenzia delle entrate e al 49% dell'Inps, sia esentata dal pagamento dell'Iva. Materia sempre scivolosa, quella dell'Imposta sul valore aggiunto, il tributo comunitario per eccellenza. Alla richiesta di chiarimenti si è arrivati in seguito all'Eu Pilot, ovvero la procedura che dall'aprile del 2008 viene adottata in ambito Ue per fornire risposte veloci ed esaurienti alle domande relative all'applicazione delle leggi europee. Si tratta di una richiesta del tutto preliminare, da non confondere con l'attivazione di una procedura di infrazione. Anche se a valle di tutto il meccanismo ci si potrebbe arrivare.

Ad ogni modo, sulla base di alcune segnalazioni, la Commissione si è concentrata su Equitalia e sull'attività di riscossione. In sostanza l'Ue ha fatto notare che nella sesta direttiva Iva, ovvero la bibbia dell'imposta in ambito europeo, non ci sarebbe uno specifico passaggio che definisce esente dall'applicazione del tributo l'attività riscossione dei tributi. Previsione che, invece, è espressamente contenuta all'interno della legge italiana (dpr. 633/1972). In più, la Commissione avrebbe posto l'accento sulla natura giuridica di Equitalia, quella di società per azioni, circostanza integrativa che dovrebbe deporre a favore di un assoggettamento all'Iva.

La questione è finita sul tavolo del Dipartimento delle finanze, ma anche all'attenzione dell'Agenzia delle entrate guidata da Attilio Befera, che è anche presidente di Equitalia. Il ministero, naturalmente, ha fornito argomentazioni rassicuranti, tutte più o meno concentrate sul fatto che la riscossione non è configurabile come prestazione di servizi e sul fatto che Equitalia è un soggetto pubblico che svolge un'attività di rilievo pubblico. Ma al di là delle risposte fornite dalle varie articolazioni del ministero dell'economia, dalle parti di via XX Settembre il timore è che questo passo compiuto dalla Commissione, seppur del tutto embrionale, possa preludere a una verifica ben più temuta. Sarebbe a dire un'indagine sul rispetto del principio di concorrenza da parte di Equitalia. A livello comunitario, infatti, si potrebbe eccepire che la società di riscossione, con veste giuridica privata, di fatto si trova a gestire in regime di monopolio l'attività di riscossione che potrebbe invece essere messa a gara. Cosa che, dopo varie proroghe, dovrebbe avvenire per quanto riguarda la riscossione dei tributi locali, con gare che dovranno essere predisposte dagli enti locali.

Il problema, invece, verrebbe a porsi sulla gestione dei tributi statali, per i quali, in effetti, in ballo c'è solo la società di Befera. All'Agenzia delle entrate, del resto, non hanno certo da oggi all'attenzione il problema. Di più, ci sarebbe una tale consapevolezza della magmatica situazione, che qualcuno avrebbe già in tasca la soluzione per disinnescare la mina. Si tratterebbe, in pratica, di trasformare Equitalia in Agenzia dello stato, di fatto riconducendola all'interno della stessa Agenzia delle entrate.

Al momento si tratta di idee, di eventuali soluzioni da esplorare nel momento in cui i nodi dovessero venire al pettine. Per ora la Commissione europea ha aperto un occhio e questo ha alimentato qualche fibrillazione.

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