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Iva e registro si riallineano

Sull’agevolazione fiscale per l’acquisto della «prima casa», l’imposta di registro e l’Iva torneranno in sintonia riguardo all’esclusione delle abitazioni di pregio: sarà infatti esteso anche all’Iva il parametro della categoria catastale, che dal 1° gennaio 2014 è stato assunto ai fini dell’imposta di registro.

Lo prevede l’art. 33 dello schema di decreto legislativo sulle semplificazioni licenziato in prima lettura dal governo il 20 giugno 2014. Obiettivo della disposizione è di riallineare la definizione della «prima casa» nei due settori tributari, eliminando l’incongruenza causata dalla riforma della tassazione degli atti di compravendita immobiliari entrata in vigore all’inizio dell’anno a seguito del dlgs n. 23/2011. Se il testo della norma proposta dal governo non sarà integrato, però, l’intervento di riallineamento della definizione «prima casa» provocherà una nuova disarmonia, questa volta tutta all’interno dell’Iva, nella quale si troverebbero a convivere due differenti parametri di valutazione delle abitazioni di pregio: quello della categoria catastale ai fini dell’aliquota minima del 4% e quello delle caratteristiche costruttive ai fini dell’aliquota ridotta del 10%.

La situazione attuale

L’art. 10 del dlgs. n. 23/2011, nell’ambito della riforma della tassazione di registro e ipocatastale degli atti di compravendita di immobili, ha anche toccato l’agevolazione «prima casa». Oltre alla riduzione dell’imposta di registro dal 3 al 2%, il riformulato art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al dpr n. 131/86, prevede ora che sono escluse dal beneficio fiscale le abitazioni di categoria catastale A1 (abitazioni signorili), A8 (vile) e A9 (castelli e palazzi di pregio), mentre fino al 31 dicembre 2013 erano escluse le abitazioni di lusso secondo i criteri del dm 2 agosto 1969. Il legislatore ha però dimenticato di coordinare tale disciplina con la normativa sull’Iva, per cui il n. 21) della tabella A, parte II, allegata al dpr 633/72, che prevede l’aliquota agevolata del 4% per la cessione di abitazioni costituenti «prima casa» secondo i requisiti richiesti dalla legge di registro, continua ad escludere dal beneficio le abitazioni qualificabili «di lusso» in base alle caratteristiche costruttive del decreto del 1969. La conseguenza è un’ingiustificata disarmonia della disciplina dell’agevolazione «prima casa» nei due settori tributari: infatti, come «certificato» anche dall’agenzia delle entrate nella circolare n. 2/2014, dal 1° gennaio 2014 le abitazioni oggettivamente escluse dall’agevolazione sono:

– negli atti soggetti all’imposta proporzionale di registro, quelle classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9:

– negli atti soggetti all’Iva, quelle qualificabili di lusso ai sensi del decreto del 1969.

La modifica del dlgs semplificazioni

Per rimediare all’incongruenza, l’art. 33 dello schema di dlgs prevede di modificare il citato n. 21) della tabella A, parte II, allegata alla legge dell’Iva, allo scopo di identificare le abitazioni escluse dall’agevolazione non più in base alle caratteristiche costruttive, ma attraverso la classificazione catastale. Rimessa così a posto la disciplina dell’agevolazione «prima casa», si aprirebbe però un nuovo problema all’interno della normativa dell’Iva, in quanto le disposizioni del punto 127-undecies (nonché, per effetto di rinvio, quelle del punto 127-quaterdecies) della tabella A, parte III, allegata al dpr 633/72, assoggettano all’aliquota del 10% (in luogo di quella ordinaria del 22%), in difetto dei requisiti «prima casa», le cessioni e le costruzioni di case di abitazione non di lusso secondo i criteri del dm del 1969. Pertanto, al fine di riportare a coerenza il sistema, sarebbe necessario, come già evidenziato (si veda ItaliaOggi del 17 settembre 2013), intervenire anche sulle disposizioni del citato punto 127-undecies della tabella A, parte III, allegata al dpr 633/72. Altrimenti si avrebbero due diversi parametri di valutazione delle case di pregio nell’ambito della legge Iva: la categoria catastale ai fini dell’aliquota 4% sulla «prima casa» e le caratteristiche costruttive ai fini dell’aliquota del 10%.

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