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Iva di gruppo, è tempo di scelte

di Franco Ricca 

Per l'Iva di gruppo è il tempo della scelta. Entro il 16 febbraio prossimo le società controllanti e controllate che intendono attivare la procedura di liquidazione consolidata per l'anno 2012 devono comunicarlo all'Agenzia delle entrate, inviando telematicamente il modello Iva26. Si tratta di un passaggio tuttora indispensabile, non essendo possibile, in deroga ai principi generali del dpr 442/97, esercitare l'opzione (che vale per il singolo anno solare) attraverso il comportamento concludente. Le principali disposizioni di riferimento sono l'art. 73 del dpr 633/72 e il decreto attuativo 13 dicembre 1979. Di recente sono state introdotte disposizioni restrittive finalizzate a impedire un utilizzo distorto dell'istituto, da parte di soggetti collegati occasionalmente, al solo scopo di trasferire il credito Iva da una società all'altra.

Chi può avvalersi della procedura. Ai sensi dell'art. 2 del dm 13/12/79, ai fini della liquidazione Iva di gruppo si considerano controllate le società di capitali le cui azioni o quote sono possedute per oltre il 50% del capitale, fin dall'inizio dell'anno solare precedente (e dunque, per il 2012, sino dal primo gennaio 2011), dall'ente o società controllante o da un'altra società da questi controllata secondo gli stessi criteri. La società controllante che risulti, a sua volta, controllata da altra società, può assumere la veste di capogruppo solo se la società che la controlla rinuncia ad avvalersene. Alla procedura possono aderire anche le società residenti in altri paesi comunitari, aventi forme giuridiche equivalenti alle società di capitali dell'ordinamento nazionale, che operino in Italia attraverso una stabile organizzazione, oppure mediante il rappresentante fiscale o l'identificazione diretta.

In che cosa consiste. L'Iva di gruppo nazionale non ha nulla a che fare con la «monosoggettività» passiva del gruppo societario prevista, in via facoltativa, dalla normativa comunitaria. Nella disciplina interna, si tratta di una semplice procedura di compensazione dei saldi Iva periodici di soggetti diversi collegati dal rapporto con la controllante. Gli eventuali versamenti d'imposta, sia periodici sia a saldo, sono effettuati, per tutte le società aderenti, soltanto dalla controllante, previa compensazione delle eccedenze detraibili trasferite dalle partecipanti. La procedura non implica invece alcuna modifica in merito all'autonoma soggettività passiva di ciascuna società, sia nei rapporti interni sia in quelli con i terzi. Le eccedenze detraibili trasferite al gruppo, che avranno trovato effettiva compensazione con debiti trasferiti al gruppo stesso, dovranno essere garantite mediante apposita fideiussione, secondo le indicazioni della capogruppo. Va ricordato che, ai sensi dell'art. 8, comma 1, del dpr n. 542/99, i crediti e debiti Iva trasferiti dalle società al gruppo non possono formare oggetto della compensazione di cui al dlgs n. 241/97; sono invece ammessi alla compensazione i crediti risultanti dai prospetti riepilogativi annuali delle dichiarazioni di gruppo prodotti dalla capofila e, sussistendo i presupposti per il rimborso infrannuale, quelli trimestrali risultanti dal modello TR. La società controllante, comunque, è la sola legittimata a chiedere il rimborso dell'eccedenza del gruppo attraverso il prospetto PR della dichiarazione annuale o, per il credito infrannuale, il modello TR, fermo restando che i presupposti per il diritto al rimborso, incluso quello dell'assenza dello status di «società di comodo», devono sussistere in capo a ciascuna società creditrice cui si riferisce la richiesta.

Non trasferibile il credito iniziale. L'art. 1, comma 63, della legge n. 244/2007 stabilisce che, agli effetti delle dichiarazioni e dei versamenti Iva del gruppo da parte della società controllante, non si tiene conto delle eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative al periodo d'imposta precedente, degli enti e società diversi da quelli per i quali anche in tale periodo l'ente o società controllante si è avvalso della facoltà di liquidazione consolidata. Per dette eccedenze si applicano le disposizioni dell'art. 30. Pertanto, la società che aderisce nel 2012 ad una procedura di gruppo alla quale non partecipava nell'anno precedente, non può trasferire al gruppo l'eventuale credito risultante dalla propria dichiarazione annuale per il 2011; tale credito resta nella disponibilità esclusiva della società, che potrà chiederlo a rimborso, se ricorrono i presupposti di legge (compreso quello del minor credito del triennio), o utilizzarlo in compensazione orizzontale. La stessa preclusione opera in caso di variazione della controllante.

Opzione in forma esplicita. L'opzione per attivare l'Iva di gruppo va comunicata utilizzando il modello Iva26, che dall'anno scorso non va più consegnato direttamente, in forma cartacea, da parte della società controllante all'ufficio dell'agenzia delle entrate competente nei propri confronti, ma va trasmesso per via telematica, con le stesse regole previste per la trasmissione delle dichiarazioni tributarie. Pertanto non è neppure più necessario presentare un esemplare del modello anche ai vari uffici competenti nei confronti delle società interessate.

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