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Iva di gruppo a regime ampio

Il regime dell’Iva di gruppo è applicabile anche quando la controllante è una società di persone. Infatti, nel nostro ordinamento non ci sono norme che escludono espressamente questa possibilità.

È questa la conclusione cui sono giunte le Sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 1915 del 2 febbraio 2016, hanno respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate risolvendo un’interessante questione di diritto.

Ci sono volute ben 20 pagine di motivazioni con le quali il Massimo consesso di Piazza Cavour ha in primo luogo chiarito che sulla questione devo essere applicate le norme interne e non quelle comunitarie.

Ciò perché le disposizioni rivelano il regime dell’«Iva di gruppo» definito dall’ordinamento nazionale riducendosi a una procedura di mera liquidazione del tributo, in quanto, in ottica di mera consolidazione dei debiti e dei crediti d’imposta, caratterizzato dal mantenimento della soggettività passiva delle singole società partecipanti al gruppo e dalla limitazione degli effetti semplificativi al trasferimento dei saldi d’imposta al fine della loro compensazione a opera della società capogruppo (value added tax group) – non si uniforma a quello delineato nel sistema comunitario, che, nella prospettiva di consolidazione degli imponibili, comporta, invece, ben più pregnante unificazione a livello soggettivo (value added tax consolidation).

In secondo luogo non esiste alcuna disposizione in Italia di rango primario o secondario che escluda l’applicabilità dell’agevolazione fiscale alle società di persone.

Sul punto si legge infatti che non diversamente dalla norma primaria di cui all’art. 73, comma 3, dpr 600/1973, anche la norma secondaria di cui all’art. 2, dm 13/12/1979, non contempla, ai fini dell’applicazione del regime dell’«Iva di gruppo», alcuna testuale diretta esclusione delle società di persone dal novero dei soggetti controllanti, giacché egualmente qualificano la relativa categoria con la non discriminante locuzione «ente o società controllante».

Detto questo le Sezioni unite civili hanno quindi concluso che il particolare regime Iva previsto dall’art. 73, comma 3, dpr 633/1972, con riguardo all’«Iva di gruppo», trova applicazione anche nell’ipotesi in cui la società controllante sia società di persone.

Anche la Procura generale del Palazzaccio ha chiesto al Collegio di legittimità di respingere il ricorso dell’amministrazione finanziaria.

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