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Iva al 22%, adempimenti soft

Impatto soft per l’aumento dell’aliquota Iva al 22%. Qualora ragioni tecniche impediscano di adeguare tempestivamente alla nuova aliquota i software per la fatturazione e i misuratori fiscali, gli operatori potranno regolarizzare le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non corretto, con lo strumento della variazione in aumento. La regolarizzazione non comporterà sanzioni se la maggiore imposta sarà versata: per i contribuenti mensili, entro il 27 dicembre in relazione alle fatture emesse per i mesi di ottobre e novembre, ed entro il 16 marzo 2014 per quelle emesse nel mese di dicembre; per i contribuenti trimestrali, entro il 16 marzo 2014, per le fatture emesse nell’ultimo trimestre. Facendo seguito al comunicato stampa diffuso il 30 settembre 2013, alla vigilia dell’aumento dell’aliquota ordinaria dal 21 al 22%, la circolare n. 32/E diffusa, ieri, dalle Entrate riprende i chiarimenti già forniti con la circolare n. 45/2011 in occasione del precedente aumento dell’aliquota, integrandoli alla luce dell’evoluzione normativa e rispondendo a talune problematiche settoriali. Premesso che l’aumento si riflette, pur in difetto di coordinamento normativo, su tutte le disposizioni che fanno riferimento all’aliquota ordinaria, per esempio il calcolo dello scorporo, l’Agenzia delle entrate ricorda che l’aliquota del 22% si applica alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° ottobre 2013, data di entrata in vigore dell’aumento, e che per individuare il momento di effettuazione occorre fare riferimento:

– in linea generale, all’art. 6 del dpr 633/72;

– per gli acquisti intracomunitari, all’art. 39 del dl n. 331/93;

– per le importazioni, all’art. 201 del codice doganale comunitario.

Acquisti intracomunitari. Per quanto concerne gli acquisti intracomunitari, la circolare ricorda che, dal 1° gennaio 2013, il momento di effettuazione coincide con l’inizio del trasporto o della spedizione dei beni a partire dallo stato membro di origine (e non più con il momento di arrivo nello stato di destinazione), oppure con la fatturazione se precedente, mentre non assume più rilevanza il pagamento di acconti. In proposito, invero, occorre osservare, come già rilevato (si veda ItaliaOggi del 7 ottobre 2013), che secondo l’art. 93 della direttiva Iva, invece, su tali operazioni l’aliquota applicabile è quella in vigore nel momento in cui si realizza l’esigibilità dell’imposta sull’acquisto intraUe, ossia il momento di emissione (o di scadenza per l’emissione) della fattura.

Regime di cassa. Riguardo al regime Iva di cassa dell’art. 32-bis, dl n. 83/2012, la circolare ricorda, poi, che l’aliquota applicabile è comunque quella del momento di effettuazione dell’operazione, anche se l’imposta diviene esigibile solo all’atto del pagamento (lo stesso vale per le operazioni a esigibilità differita ex art. 6, dpr 633/72).

Somministrazione di acqua, luce, gas. Per questi settori, nei quali la fatturazione avviene sulla base dei consumi presunti, salvo conguaglio, la circolare n. 45/2011 ha precisato che qualora il conguaglio si riferisca a più bollette emesse in periodi in cui vigevano aliquote Iva diverse, nelle note di accredito deve essere applicata l’aliquota Iva ordinaria addebitata per la maggior parte del periodo oggetto del conguaglio. Essendo state segnalate difficoltà operative da parte degli operatori interessati, la circolare n. 32 consente ora, in alternativa, che nelle note di accredito si applichi l’aliquota ordinaria indicata nell’ultima fattura emessa per il periodo di riferimento del conguaglio, nei limiti dell’imposta addebitata con tale aliquota nella fattura stessa. Per l’eventuale, ulteriore credito da restituire, si farà riferimento alle fatture immediatamente antecedenti. Se la nota di variazione è emessa in relazione a conguagli per rideterminazione dei prezzi, invece, si applicherà l’aliquota originariamente applicata. La circolare puntualizza, infine, che se il conguaglio è a debito del cliente, l’aliquota applicabile al saldo è quella vigente al momento di emissione della fattura di conguaglio.

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