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Iva al 21%, adeguamento comodo

di Franco Ricca 

Più tempo per sanare gli errori nell'applicazione della nuova aliquota Iva del 21%: fino al 27 dicembre 2011 potranno essere corrette le fatture emesse entro il mese di novembre dai contribuenti mensili ovvero entro il mese di settembre dai contribuenti trimestrali. C'è tempo fino al 16 marzo 2012, invece, per correggere le fatture emesse nel mese di dicembre dai contribuenti mensili ovvero nel quarto trimestre dai contribuenti trimestrali. Per le forniture agli enti pubblici, resta ferma l'aliquota del 20% anche se le fatture emesse prima del 17 settembre non sono state registrate entro tale data. Sono alcune indicazioni contenute nella circolare n. 45 del 12 ottobre 2011, con la quale l'agenzia delle entrate illustra gli effetti dell'aumento dell'aliquota ordinaria disposto dalla legge n.148/2011, di conversione del dl 138/2011, con effetto per le operazioni effettuate dal 17 settembre 2011.

L'effettuazione delle operazioni. Il momento di effettuazione deve essere individuato sulla base delle disposizioni dell'art. 6 del dpr 633/72; per gli acquisti intracomunitari, invece, occorre fare riferimento all'art.39 del dl n. 331/93, mentre per le importazioni all'art. 201 del codice doganale comunitario. Dopo avere richiamato i criteri stabiliti dalla legge, la circolare sottolinea che comunque gli acconti pagati entro il 16 settembre restano assoggettati all'aliquota del 20%, ferma restando l'applicazione del 21% alle fatture a saldo emesse o agli altri acconti pagati dopo tale data. Allo stesso modo, se entro il 16 settembre è stata emessa una fattura anticipata, questa resta soggetta all'aliquota del 20% anche se la consegna del bene o il pagamento del servizio avvengono successivamente. Viene poi evidenziato che, per l'individuazione dell'aliquota applicabile, non è rilevante il momento (in alcuni casi successivo a quello di effettuazione dell'operazione) in cui si realizza l'esigibilità dell'imposta

Forniture agli enti pubblici. Per le operazioni effettuate nei confronti degli enti indicati nel quinto comma dell'art. 6 (stato, regioni, province, altri enti pubblici), il comma 2-quater dell'art. 2 del dl stabilisce che l'aumento dell'aliquota non si applica in relazione a quelle operazioni per le quali entro il 16 settembre sia stata emessa e registrata la fattura, ancorché al medesimo giorno il corrispettivo non sia stato ancora pagato. L'agenzia osserva che la disposizione sembra subordinare l'applicazione della aliquota del 20% alla circostanza che la fattura emessa entro il 16 settembre sia stata altresì annotata entro tale data, mentre per le operazioni nei confronti degli altri soggetti rileva solo il momento di effettuazione dell'operazione. Posto che l'interpretazione letterale, come già osservato da ItaliaOggi, porrebbe gli enti pubblici in una condizione deteriore rispetto agli altri soggetti, l'agenzia ritiene che la disposizione debba essere intesa nel senso che è sufficiente, anche per le operazioni nei confronti degli enti pubblici, l'emissione della fattura entro il 16 settembre per mantenere ferma l'aliquota del 20%, senza che occorra l'ulteriore requisito della registrazione. Invero, anche in questi termini la situazione determinata da questa strana disposizione resta non del tutto coerente, perché in linea generale l'operazione può considerarsi effettuata anche senza che sia stata emessa la fattura.

Commercio al minuto. Per i soggetti che registrano le operazioni al lordo dell'Iva, è stata abolita la possibilità di determinare l'imponibile con i coefficienti di scorporo, per cui è rimasto solo il metodo c.d. matematico. Al riguardo, anche se la disposizione è dichiarata applicabile dalle operazioni effettuate dal 17 settembre 2011, la circolare, opportunamente, precisa che il metodo matematico è obbligatorio “a partire dalla prima liquidazione successiva all'entrata in vigore del decreto legge” (ma più esattamente, della legge di conversione). Coloro che abbiano continuato ad applicare, per difficoltà tecniche, i coefficienti di scorporo, potranno sanare le differenze d'imposta nei termini di cui appresso.

Correzione degli errori. In considerazione delle difficoltà rappresentate dalle imprese, la circolare concede più tempo per regolarizzare le fatture emesse con l'aliquota del 20 anziché del 21%, rispetto ai termini indicati nel comunicato stampa del 16 settembre scorso per venire incontro alle difficoltà di ordine tecnico. La regolarizzazione potrà avvenire: per i contribuenti mensili, entro il termine per il versamento dell'acconto Iva (27 dicembre 2011), relativamente alle fatture emesse entro il mese di novembre, ed entro il termine di liquidazione annuale (16 marzo 2012), per le fatture emesse nel mese di dicembre; per i contribuenti trimestrali, entro il 27 dicembre 2011 relativamente alle fatture emesse entro il mese di settembre, ed entro il 16 marzo 2012 per le fatture emesse nel quarto trimestre. Il versamento della maggior imposta dovuta dovrà essere effettuato con i codici tributo delle liquidazioni di riferimento, pagando anche gli interessi qualora le scadenze sopra indicate comportino un differimento dei termini ordinari di liquidazione e versamento. Cessionari e committenti potranno effettuare la regolarizzazione, qualora non abbiano ricevuto la fattura integrativa, entro il termine del 30 aprile 2012, anziché entro i 30 giorni dalla registrazione della fattura originaria.

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