Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Iter piramidale per identificare il titolare effettivo dell’ente

Il titolare effettivo può essere individuato nei soli amministratori con rappresentanza esterna della società. In questi casi si dovrà spiegare il perché lo si è individuato in tal modo, evidenziando le ragioni che non hanno consentito una diversa designazione. Il titolare effettivo dovrà essere individuato anche nelle società di persone e nelle associazioni prive di personalità giuridica, nonché negli istituti giuridici affini al trust.Sono alcune delle più rilevanti novità in tema di titolare effettivo introdotte dal dlgs 125 in vigore dallo scorso 10 novembre.

Chi è il titolare effettivo. Il titolare effettivo, ai sensi dell’art. 1 del dlgs 231/2007, è la persona (o nel caso di più soggetti le persone fisiche), diversa/e dal cliente, nell’interesse della quale (o delle quali), in ultima istanza, il rapporto continuativo è instaurato, la prestazione professionale è resa o l’operazione è eseguita. A partire dal dlgs 90/2017, il «T.e.» va individuato in ogni caso in cui la prestazione coinvolga un cliente dotato di personalità giuridica (con successiva comunicazione al Registro dei titolari effettivi). Nel dlgs 125/2019 viene previsto che tale obbligo riguarda anche i soggetti pluripersonali privi di personalità giuridica (senza in questi casi comunicazione al registro).

I criteri di individuazione ordinari del «T.e.». L’individuazione del titolare effettivo, deve seguire un percorso «piramidale», partendo da eventuali soggetti che detengano nelle società di capitali oltre il 25% della titolarità della partecipazione (direttamente o indirettamente) e qualora ciò non fosse riscontrabile, individuando chi detiene il controllo della maggioranza dei voti in assemblea ordinaria o un controllo di voti sufficiente a influenzare in modo dominante l’assise anche attraverso particolari vincoli contrattuali, come ad esempio eventuali patti parasociali di voto.

Anche nelle società o negli enti in cui non può essere individuato direttamente il soggetto (o i soggetti) con riferimento al possesso diretto della partecipazione superiore al 25% o il controllo o la dominanza in assemblea, il sistema prevede l’obbligo di individuare il T.e., utilizzando, in questi casi un sistema che potrebbe essere definito «residuale».

Il criterio residuale. Il nuovo comma 5 dell’articolo 20 introduce due rilevanti novità in tema di individuazione del titolare effettivo sulla base del cosiddetto sistema residuale, cioè nei casi in cui i metodi dianzi evidenziati non si rendano applicabili.

In primo luogo, viene chiarito che esso andrà identificato non in ciascun membro del cda ma esclusivamente fra i membri del cda dotati di poteri di legale rappresentanza. Nella relazione di accompagnamento si chiarisce, a riguardo, che il titolare effettivo potrà essere individuato nei soggetti titolari dei poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione quali, esemplificativamente, il rappresentante legale, gli amministratori esecutivi ovvero i direttori generali della società, non cumulativamente ma in relazione alle specifiche organizzative di ciascun ente e conformemente all’organizzazione societaria e alle disposizioni statutarie.

La seconda novità, come si è anticipato, riguarda il fatto che il titolare effettivo debba essere individuato anche nel cliente comunque diverso dalla persona fisica intendendo per tali sia gli enti che le società prive di personalità giuridica (come, per esempio, le associazioni non riconosciute, le società di persone, i condomini, le parrocchie ecc.) dotati di mera soggettività giuridica.

Il percorso «piramidale». L’individuazione del titolare effettivo, dovrà seguire un percorso «piramidale», partendo da eventuali soggetti che detengano nelle società di capitali oltre il 25% della titolarità della partecipazione (direttamente o indirettamente) e qualora ciò non fosse riscontrabile, individuando chi detiene il controllo della maggioranza dei voti in assemblea o un controllo di voti sufficiente ad influenzare in modo dominante l’assemblea ordinaria.

Qualora nessuno dei criteri dianzi evidenziati fosse ammissibile (si pensi alle cooperative, alla maggior parte dei consorzi, alle associazioni) il titolare effettivo va individuato in quei componenti del cda che hanno la rappresentanza della società, gli esecutivi o i direttori della struttura in relazione all’organizzazione di ciascun ente.

A supporto di tale modalità di individuazione «scalare» del titolare effettivo nel nuovo art. 20, comma 6 viene richiesto ai soggetti obbligati di esplicitare, nell’ambito dell’adeguata verifica le ragioni che non hanno consentito di individuare il titolare effettivo ai sensi dei commi 1, 2, 3, 4 dell’art. 20. (in pratica detenzione di partecipazioni superiori al 25% di società, o del controllo della maggioranza dei voti in assemblea, o dei fondatori o dei beneficiari nelle fondazioni).

Luciano De Angelis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa