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Italo ferma i treni Il lockdown cancella il 93% delle corse

Le nuove misure decise dal governo, il semi lockdown in diverse Regioni, costringono Italo, la compagnia ferroviaria privata, a rivedere i piani e a tagliare fino al 93 per cento del servizio.
Si tratta di un nuovo pesante colpo sul concorrente (unico) di Trenitalia e Ferrovie dello Stato, che a partire da martedì prossimo ridurrà notevolmente i collegamenti.
L’azienda fa sapere che dal 10 novembre sospenderà «la maggior parte dei servizi giornalieri del network, per la riduzione della domanda, di oltre il 90% sul trasporto di lunga percorrenza » a causa delle limitazioni alla mobilità interregionale.
Secondo Ntv-Italo, «la situazione che si sta verificando per il trasporto ad Alta velocità è identica a quella del lockdown di primavera, quando si registrò un crollo del 99% con gravi ripercussioni sull’intero settore ». Per questo la società manterrà solamente due servizi giornalieri sulla direttrice Roma-Venezia e sei al giorno sulla direttrice Napoli-Milano-Torino.
Un taglio pesantissimo pari al 93% di quanto offerto in precedenza. Ma a queste notizie si somma anche l’avvio della cassa integrazione al personale, una nuova batosta sui dipendenti già provati nei mesi scorsi dalla riduzione del servizio. Questa nuova frenata causerà un impatto non ancora quantificabile sui viaggiatori che hanno prenotato un posto su Italo.
L’azienda fa comunque sapere che tutti i biglietti già emessi, nel caso non fosse possibile utilizzarli a causa delle limitazioni nelle aree più a rischio del Paese, saranno rimborsati. Sono previste anche soluzioni alternative, come lo spostamento dei passeggeri su altri treni o in altri orari.
Se per Italo la situazione rischia di ridurre ulteriormente i ricavi dell’azienda già piegati dalla pandemia, il concorrente diretto Trenitalia conta di tenere il più possibile aperti i collegamenti, in particolare quelli regionali e intercity. Anche se nel corso degli ultimi giorni l’azienda di Piazzale della Croce Rossa ha tagliato i viaggi a lunga percorrenza portandoli da 218 a 190 – per una riduzione, quindi, di 28 convogli al giorno – resta stabile l’offerta sui servizi regionali e locali. La richiesta di mobilità da e per le aree urbane è ancora alta nonostante tutto. Il network andrà però rivisto alla luce delle disposizioni ulteriori che potrebbero cambiare il quadro degli spostamenti tra Regioni o aree confinanti. In questo caso l’ex monopolista predisporrà una nuova distribuzione della rete dei collegamenti, riducendo, se necessario, l’offerta per i pendolari o tagliando ancora le Frecce e l’Alta velocità.
Fs, inoltre, offre la possibilità di controllare i flussi dei passeggeri su tutta la rete di competenza: i limiti stabiliti dal Dpcm sul tasso di riempimento dei trasporti pubblici, possono essere monitorati attraverso la app di Trenitalia che, in tempo reale, fornisce agli utilizzatori la percentuale di carico.
In pratica ogni viaggiatore può, se il lavoro o gli appuntamenti lo permettono, decidere di salire su un treno con un minor numero di passeggeri a bordo che le nuove norme fissano al 50%, verificando lo stato direttamente sulla app.
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