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Italiani, l’evoluzione della spesa Il 70% spende di più. Per la qualità

Siamo il Paese delle contraddizioni, forze contrapposte che mantengono l’equilibrio. Potrebbe essere questa la sintesi del «rapporto Coop 2017» (parte integrante di Italiani.coop, il portale di ricerca e analisi sulla vita degli italiani curato dall’Ufficio Studi Coop). E così mentre l’economia prova a rialzare la testa, il 28,7% delle famiglie è a rischio povertà o esclusione sociale (era il 26% nel 2007), poco distante dal drammatico 35,7% della Grecia. Allo stesso tempo, mentre il potere d’acquisto rallenta, i consumi continuano a crescere. Un certo tipo di consumi però, evidenzia il rapporto Coop, quelli che stanno nella fascia lusso e assecondano la ricerca di benessere dei consumatori.

Insomma, i salari non aumentano ma sembra finito il tempo della caccia alle promozioni e delle rinunce alimentari, il cibo si trasforma quasi in una terapia. Il 70% degli italiani cerca la qualità a tavola e il carrello del lusso sale dell’8% nel primo semestre dell’anno. Il cibo è sempre più moda e diventa esperienza da vivere soprattutto sui social. Come se fosse fashion, diventa estetica da condividere: non a caso in Italia si contano 227 milioni di hashtag sul food. La ricerca del benessere fa volare i consumi dei «cibi terapeutici»: così cede terreno il latte uht (-4,6%) a favore di quello a alta digeribilità (+174,4%), arretrano le uova di galline allevate in batteria (-8,2%) a favore di quelle allevate a terra (+15%). E scorrendo la lista è tutto un incremento di prodotti considerati benefici come gli integrali, i senza glutine, i senza lattosio, i senza olio di palma.

«Gli elementi di ripresa dei consumi sono evidenti anche nella nostra rete di vendita — spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia — nei primi sei mesi dell’anno miglioriamo le vendite: circa +1,2% a valore e +2,1% a volume. Inoltre, di fronte a qualche risveglio dell’inflazione alimentare, continuiamo a frenare i prezzi e a difendere il potere di acquisto dei nostri soci e consumatori. Ma il timore maggiore è per l’aumento dei prezzi delle materie prime: olio extravergine, caffè, latte, salumi e frumento quest’anno costeranno di più e faranno lievitare i prezzi non per effetto di inflazione ». E i consumi non food? Calano di circa il 2,7%. Gli italiani, a partire dai più ricchi, sono sempre meno interessati al consumo ostentato e utilizzano il budget familiare in investimenti oculati. Cambiano auto e lavatrice approfittando dei bassi tassi, la casa e l’istruzione dei figli rimangono prioritari ma soprattutto hanno un debole per le tecnologie di prossima generazione: dall’auto a guida automatica ai robot. Infatti gli italiani sono primi in Europa per interesse all’intelligenza artificiale e quelli che hanno meno paura che le «macchine» possano rubare il lavoro. Persino gli operai (il 70% di loro) dichiarano di vedere di buon occhio la sostituzione uomo-macchina. Qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa. Ma questa è l’era delle contraddizioni.

Isidoro Trovato

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