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Italia, ripresa più forte Ordini e consumi su

Segnali di crescita in ordine sparso: aumentano gli ordinativi e crescono i consumi, vendite dei piccoli negozi compresi. Numeri che vanno però letti di pari passo con quelli – sempre forniti dall’Istat – di un fatturato ancora in calo nel settore industriale: la ripresa, dunque, si va rafforzando, ma la strada è ancora lunga. Ecco perché, visti i risultati del mese di aprile, Renzi ha commentato: «Dati incoraggianti sugli ordinativi, non ottimi sul fatturato. Vediamo che l’Italia riparte e ripartono i consumi, ma meno di quello che vorremmo». Manca, in particolare la spinta dell’edilizia, settore che – se i cantieri si sbloccassero – garantirebbe, secondo il premier, una crescita dell’1 per cento sul Pil.
Il movimento c’è: ad aprile, segnala l’Istat, gli ordinati delle imprese sono cresciuti, rispetto a marzo, del 5,4 per cento. É il rialzo più forte dal dicembre 2010. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno la crescita è stata dello 7,9 per cento. Un miglioramento che ha riguardato sia il mercato interno che quello esterno e che ha coinvolto tutti i settori, apparecchiature elettriche a parte. Stessa tendenza per le vendite al dettaglio, stazionarie rispetto all’aprile 2014, ma in rialzo del 0,7 per cento rispetto al mese di marzo, mese in cui si era registrata una contrazione. La novità sta però nel fatto che questa volta i segnali di ripresa raggiungono anche i piccoli negozi che portano a casa un risicato segno più (0,1 per cento rispetto al 2014), ma che si prendono una rivincita sulla grande distribuzione, data in calo (in particolare dello 0,9 per cento nei supermercati e dell’ 1,6 negli ipermercati, mentre crescono del 2,2 per cento le vendite nei discount). Un mini riscossa che non convince Confesercenti (che la lega ai consumi di Pasqua e ricorda i quasi 20 mila negozi chiusi nel primo quadrimestre) e che Confcommercio frena chiedendo di non approfittarne per aumentare le tasse, a partire da catasto e Iva.
Sempre in favore della ripresa va letto un dato che arriva dall’Eurozona: l’indice Pmi che monitora l’attività manifatturiera e dei servizi ha registrato , a giugno, una crescita di mezzo punto, virando verso una espansione del ciclo e smentendo le previsioni di peggioramento degli analisti. A controbilanciare una tendenza al positivo restano però i dati, sempre Istat, sul fatturato industriale di aprile. Nonostante le performance di alcuni settori – elettronica, computer, farmaceutiche e auto in particolare (più 32,5 per cento sull’anno) – i fatturati delle fabbriche sono diminuiti dello 0,6 per cento rispetto a marzo . Una spinta all’ingiù che arriva soprattutto dai beni strumentali.
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