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Italia sotto pressione a Bruxelles: «Recovery plan da rafforzare»

La Commissione europea ha avvertito ieri dopo un vertice dell’Eurogruppo che il piano di rilancio nazionale, ancora sotto forma di bozza, andrà «discusso e rafforzato» con Bruxelles. La presa di posizione giunge mentre a Roma una ennesima crisi politica sta mettendo in dubbio la stabilità di governo. Alla riunione ha partecipato come al solito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, chiamato al non facile compito di rassicurare i suoi interlocutori.

«Il piano italiano è generalmente in linea con gli obiettivi» che l’Unione europea si è data in questi mesi, ha detto qui a Bruxelles il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni, rispondendo a una specifica domanda relativa all’Italia. «Come quello di altri paesi, il piano deve ancora essere discusso e rafforzato con un occhio alle riforme, le raccomandazioni-paese, (…) i tempi, gli obiettivi». Ha poi aggiunto: «Si tratta comunque di una base molto buona».

Più in generale, l’ex premier italiano ha sottolineato che il Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro, il quale ha visto la luce sulla scia della pandemia virale, è uno «strumento nato proprio per riequilibrare» nuove e vecchie divergenze economiche tra i paesi della zona euro. Nel valutare e approvare i piani di rilancio nazionali che devono servire a convogliare il denaro nei vari paesi membri, la Commissione vorrà quindi «aumentare l’ambizione delle riforme».

Nella sua riunione, l’Eurogruppo ieri ha discusso una nota della stessa Commissione europea che mette l’accento su come la crisi sanitaria ed economica stia esacerbando gli squilibri macroeconomici. Lo sguardo corre all’Italia, con il suo elevato debito e la sua bassa competitività (si veda Il Sole 24 Ore del 15 gennaio). Dal canto suo, il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe ha spiegato che il sostegno di bilancio deve servire nel breve termine, le riforme economiche nel lungo periodo.

L’establishment europeo non nasconde di essere preoccupato dalla crisi politica italiana. Non vi è solo il timore di assistere a un piano di rilancio oggetto di mercanteggiamenti politici, ma anche la preoccupazione di un rallentamento nell’uso dei fondi. «Siamo felici di avere interlocutori stabili, ma non sta a noi discutere o decidere», ha poi detto il commissario Gentiloni a proposito del futuro della crisi italiana.

Al ministro Gualtieri è toccato il compito non facile di rassicurare i partner. L’uomo politico ha voluto ribadire che il nuovo scostamento da 32 miliardi atteso mercoledì al voto parlamentare è concentrato sul 2021 e quindi non cancella gli obiettivi dei prossimi anni, incentrati sulla discesa del maxi-debito italiano. Nel contempo, ha assicurato che il Recovery Plan, con il focus concentrato sugli investimenti, sarà accompagnato da un piano di riforme in linea con gli obiettivi concordati a livello comunitario.

Al Tesoro si punta ancora sulle chance di ripresa nel corso dell’anno, con l’avanzare della campagna vaccinale, che secondo Via XX Settembre permettono almeno per ora di non allontanarsi troppo dagli obiettivi di crescita del +6%. In quest’ottica, le scelte di finanza pubblica restano in linea con le indicazioni europee, che chiedono politiche espansive per tutto il 2021 rimandando il ritorno a regole di bilancio ancora tutte da costruire.

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