Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Italia-Olanda: il sì degli industriali al Recovery Fund

Le imprese hanno un ruolo «chiave» per rilanciare le economie dei propri paesi. E vogliono farlo, «determinate a costruire una crescita inclusiva e sostenibile in tutta Europa, a garantire occupazione, potere d’acquisto e protezione». Ma «per sostenere questi sforzi c’è bisogno di un impegno forte e chiaro da parte dei leader politici europei per rafforzare il mercato unico».

La Ue e gli Stati membri saranno in grado di gestire la sfida senza precedenti del Covid «solo se dimostreranno coesione e unità profonde». Bisogna investire aumentando redditività e competitività, «il duplice obiettivo della straordinaria iniziativa Next Generation Eu». Bene le risorse stanziate, «una grande somma di denaro», ma «non dovranno essere utilizzate dagli Stati membri per aumentare in maniera inefficiente la spesa pubblica o il debito pubblico nazionale a scapito delle generazioni future». Bisogna promuovere la crescita, la creazione di posti di lavoro, fare le riforme e rilanciare gli investimenti. Ed è «essenziale» che il Consiglio europeo trovi un accordo sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e sul Recovery Instrument prima della pausa estiva, in modo da garantirne l’entrata in vigore entro il primo gennaio 2021. Quanto al Qfp, non si deve creare il «paradosso di oneri aggiuntivi» per le imprese.

È il messaggio che Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Hans de Boer, presidente di Vno-Ncw, l’organizzazione degli industriali olandesi, hanno messo nero su bianco in una dichiarazione congiunta, alla vigilia dell’incontro dei due capi di governo, Giuseppe Conte e Mark Rutte. Una presa di responsabilità del mondo imprenditoriale per il rilancio delle economie dei rispettivi paesi e del mercato europeo, con un appello alla concretezza dell’azione politica e un impegno adeguato dei leader. Sia Confindustria che la Federazione dell’industria olandese riconoscono un ruolo essenziale delle imprese non solo come reazione alla crisi, ma anche nel preparare le società dei due paesi e di quelli europei alle transizioni legate al clima, alla digitalizzazione, all’autonomia produttiva strategica europea. Le imprese sono state colpite in modo asimmetrico, dall’Europa serve una risposta coesa, aiutando «generosamente le regioni e i settori in maggiore difficoltà» e rafforzando «la base industriale e tecnologica della Ue». Gli industriali dei due paesi sostengono «fortemente» il Next Generation Eu, sono a favore di una «solidarietà sotto forma di sovvenzioni e prestiti che aiuteranno le regioni e settori più impattati» ma «a condizione che vi sia pieno impegno nella responsabilità di bilancio». Il Recovery Plan e il Recovery and Resilience Facility, dicono Bonomi e de Boer, devono «aiutare i paesi a realizzare le riforme e a rilanciare gli investimenti, per raggiungere una maggiore coesione, come richiesto dalla Commissione». Non interventi a pioggia, come ha ripetuto più volte Bonomi.

Le politiche macroeconomiche, sottolinea il testo, sono «fondamentali» per i risultati economici e lo sviluppo sociale dell’eurozona, nel contesto di una maggiore concorrenza globale. Oggi gli imprenditori, scrivono i due presidenti, sono in prima linea. Ma per sostenere i propri sforzi chiedono l’impegno dei leader europei per il mercato unico. Bonomi e de Boer mettono in evidenza che all’inizio della crisi alcuni Stati membri hanno limitato il funzionamento del mercato unico senza tenere conto delle conseguenze in altre parti della Ue. «Questo non deve ripetersi», dicono le due organizzazioni, che coordinano le proprie politiche «all’interno di Business Europe». Il mercato unico «deve fondarsi su una base solida, sulla quale le imprese possono contare, per aumentare l’autonomia produttiva strategica della Ue».

Infine, per quanto riguarda l’idea di finanziare il Qfp con nuove risorse proprie per evitare un aumento dei contributi nazionali «crediamo fermamente – dicono i due presidenti – che ciò non debba creare il paradosso di oneri aggiuntivi per le imprese Ue, specialmente sotto forma di imposte generali».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa