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«Italia e Olanda esposte al ritiro degli aiuti»

«Le vulnerabilità nel settore delle imprese stanno aumentando con l’evolversi della pandemia e la loro crescita potrebbe mettere alla prova la resilienza delle banche dell’area dell’euro in futuro». È questo l’allarme lanciato ieri dalla Bce attraverso la Financial Stability Review.

Nonostante la ripresa estiva e la prospettiva di vaccinazione siano fonte d’ottimismo, «la strada è ancora lunga e le autorità dovranno prendere decisioni difficili se estendere, e in che modo farlo, gli interventi e alla fine su come gestire il debito che questi creano», scrive il vicepresidente della Bce Luis De Guindos nell’introduzione al Rapporto sulla stabilità finanziaria.

Secondo l’Eurotower i Paesi i cui aiuti contro la pandemia hanno puntato maggiormente sulle moratorie, sugli aiuti diretti e sul rinvio delle scadenze fiscali — Italia e Olanda — «sono più esposti a un “cliff effect” nel 2021», cioè allo shock che arriverebbe da un calo improvviso e amplificato delle misure di sostegno pubblico. In particolare «in Italia, il venir meno sostanzialmente simultaneo di gran parte delle moratorie sui prestiti, degli schemi di cassa integrazione e degli aiuti diretti indicherebbe un calo sostanziale dei meccanismi di sostegno all’economia nel 2021».

Pertanto i problemi di liquidità delle aziende potrebbero trasformarsi in problemi di solvibilità e le banche, così come gli enti sovrani sono esposte al rischio indotto dalla pandemia.

Quanto al sistema bancario nel suo complesso «la redditività delle banche dovrebbe rimanere debole», – ha spiegato de Guindos. «Gli accantonamenti sono aumentati, ma in alcuni casi sembrano ottimistici, mentre le garanzie e la moratoria potrebbero aver allungato il tempo necessario affinché una debole performance economica si traduca in perdite sui prestiti». Tuttavia il consolidamento del settore fa bene alla redditività. In particolare «come osservato in Italia e Spagna, potrebbe migliorare la redditività futura». Ma attenzione: alla fine del 2019 la percentuale di asset bancari investita dalle banche italiane in debito sovrano era pari al 10,33%, nove mesi dopo era salita all’11,89%, la quota più alta fra i paesi dell’Eurozona. Quanto alla sospensione del pagamento dei dividendi da parte delle banche, in vigore fino a fine anno ma con la possibilità di un’estensione, la Vigilanza non ha ancora deciso. «La sospensione dei dividenti — ha spiegato De Guindos – è stata una misura straordinaria e temporanea». De Guindos si è infine rallegrato per la nomina di Janet Yellen a prossimo segretario del Tesoro Usa.

Intanto la Fed è pronta ad aumentare l’acquisto di obbligazioni per sostenere maggiormente e più velocemente l’economia americana colpita dalle conseguenze della pandemia, come emerge dalla pubblicazione delle minute della riunione di novembre della banca centrale statunitense.

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