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«Italia nuova con le riforme, non deludeteci»

Ora lo dice anche la Confindustria. «Le politiche di austerità non hanno prodotto alcun risultato per la ripresa dell’economia e per il lavoro», l’Europa «deve avviare un ciclo macroeconomico espansivo, abbandonando il rigore fine a se stesso» e in Italia «bisogna avere il coraggio di fare politiche di bilancio diverse rispetto al passato». Tanto più alla luce del «risultato straordinario» ottenuto dal governo Renzi nelle elezioni europee. Così il presidente Giorgio Squinzi ieri nella relazione all’assemblea dell’associazione imprenditoriale, davanti a una platea che vedeva in prima fila molti ministri ma non il presidente del Consiglio. Squinzi ha lanciato, tra gli applausi, un appello al governo: «Sulla scheda uscita dall’urna c’è scritto: fate le riforme. Non deludeteci». 
Le prime risposte arrivate attraverso l’intervento del ministro dello Sviluppo non sembrano aver deluso gli imprenditori riuniti nell’Auditorium di Renzo Piano, almeno a giudicare dai molti applausi riscossi da Federica Guidi, che del resto parlava a una platea amica, essendo lei stessa imprenditrice e con un passato da presidente dei giovani di Confindustria. Guidi ha annunciato un pacchetto di provvedimenti per la competitività, in particolare delle piccole e medie imprese, molti dei quali verranno adottati dal governo «entro il 20 giugno». Il pacchetto ruoterà intorno a sei punti. 1) Una «significativa agevolazione fiscale sugli investimenti aggiuntivi in beni strumentali e asset intangibili». 2) La prosecuzione del taglio delle imposte su famiglie e imprese cominciato con l’operazione 80 euro in busta paga (qui l’orizzonte è la legge di Stabilità 2015). 3) Un decreto con misure a favore del rafforzamento patrimoniale delle imprese. «Stiamo immaginando un potenziamento dell’Ace», l’agevolazione fiscale sugli utili reinvestiti. 4) Un piano di riduzione della bolletta energetica del 10% per le piccole e medie imprese. 5) Un «piano straordinario per il made in Italy» per aumentare le aziende esportatrici di almeno 20 mila unità entro il 2015 e «potenziare le strutture che si occupano di internazionalizzazione». 6) Semplificazione burocratica. Anche qui ci vorrà più tempo, ha precisato Guidi, ma «entro fine anno presenteremo una proposta di semplificazione complessiva di tutte le procedure che impattano sulle imprese». Il tutto, ha premesso il ministro, all’insegna di una «battaglia culturale» riassumibile in un due slogan: «Basta con la dilagante cultura anti imprenditoriale. Basta con la criminalizzazione del profitto».
Squinzi ha dato atto al governo che le prime decisioni, dal decreto lavoro ai minibond, «vanno nella giusta direzione», ma ha aggiunto che «anche quest’anno la crescita non ci sarà e non ci sarà il lavoro». Ha quindi chiesto una radicale riforma della giustizia e della burocrazia perché «in Italia il sabotaggio della crescita appare sistematico». Ha però chiesto anche alle imprese di fare di più, investendo in ricerca e innovazione, e assumendo una linea intransigente contro la corruzione. «Chi corrompe fa male alla propria comunità e al mercato, produce un gravo danno alla concorrenza e ai suoi colleghi. Queste persone non possono stare in Confindustria», ha detto nel passaggio più applaudito della relazione .

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