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«Italia, la ripresa da metà anno» Gentiloni: incertezza ma si vede la luce

«C’è finalmente la luce in fondo al tunnel» per il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni. Ma a partire dalla seconda metà dell’anno, anche se resta una situazione di «incertezza». La Commissione europea ieri ha pubblicato le previsioni macroeconomiche d’inverno: il Pil dell’Area euro crescerà del 3,8% sia nel 2021 sia nel 2022, quello dell’Ue a 27 del 3,7% nel 2021 e del 3,9% nel 2022. L’Italia si riprenderà più lentamente: la nostra crescita sarà del 3,4% quest’anno e del 3,5% il prossimo. «L’economia europea ritornerà ai livelli pre-crisi già nel 2022 — ha detto Gentiloni — anche se la crescita nel 2021 dovrebbe essere leggermente inferiore a quanto previsto in precedenza».

Numeri, secondo Bruxelles, da non permettere ancora di ritirare i sostegni all’economia. Gentiloni ha spiegato che nelle prossime settimane la Commissione valuterà se prolungare l’attivazione della clausola generale di salvaguardia, che sospende l’obbligo di rispettare le regole del Patto di stabilità, ma «le previsioni non ci dicono che al 31 dicembre 2021 la situazione di difficoltà economica dell’Ue sarà conclusa». A fine 2021 solo undici Stati avranno superato il livello di Pil del quarto trimestre 2019, quattro saranno circa allo stesso livello, tra cui la Germania, nove ne saranno lontani con in fondo Italia e Spagna. Invece la Francia è nella posizione più vicina al livello di fine 2019. Le stime non hanno considerato l’impatto di Next Generation Eu perché gli Stati membri presenteranno entro il 30 aprile i piani nazionali che scaricheranno a terra i fondi Ue. Gentiloni ha spiegato che il Recovery Fund sarà in grado di dare un’accelerazione alla ripresa fino a 3,5 punti nel periodo 2021-2026. Il governo italiano ha quantificato, invece, uno 0,6%-0,7% di crescita aggiuntiva per questi anni.

Le stime sono «una vera speranza in un momento di grande incertezza» per il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e la «solida ripresa» prevista per la seconda metà dell’anno dimostra che siamo a «una svolta». Dato positivo, la recessione nel 2020 è stata meno profonda delle aspettative e Bruxelles si attende di tornare ai livelli pre-pandemia «prima di quanto previsto dalle stime dell’autunno». La seconda ondata della pandemia ha innescato nuove misure di contenimento, con un impatto sul primo trimestre del 2021. Ma la crescita dovrebbe riprendere in primavera e acquisire slancio in estate, determinanti saranno l’avanzamento delle vaccinazioni e l’uscita dai lockdown.

La seconda ondata di Covid pesa anche sulla ripresa italiana. La contrazione della produzione registrata in autunno probabilmente durerà anche nel primo trimestre di quest’anno. Tuttavia, rispetto alla primavera del 2020, le ultime misure di contenimento stanno incidendo su una fetta minore dell’attività economica. Il Pil reale, senza considerare il Recovery plan, tornerà ai livelli del 2019 non prima della fine del 2022. La Commissione «apprezza l’impostazione generale del piano» e «il dialogo in corso», hanno scritto Gentiloni e Dombrovskis in risposta alla lettera inviata dal ministro Gualtieri per illustrare la decisione dello scostamento dal deficit previsto nella Nadef 2020. Ora il dialogo, ha detto ieri Gentiloni, «ha bisogno di essere accelerato col nuovo governo».

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