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Italia già in regola nel segmento delle start up

L’Europa spinge l’acceleratore sulla digitalizzazione della costituzione delle società come elemento chiave per la definizione di procedure amministrative sempre più semplificate e agili che rappresentano uno dei driver di sviluppo dei sistemi economici su cui il nostro Paese certamente non brilla (nel report Doing Business della Banca Mondiale parametro «Avvio impresa» il primo paese europeo, l’Estonia, è al 15° posto mentre l’Italia arranca al 67°). In tale contesto il considerando (6) della nuova direttiva prevede un richiamo alle comunicazioni «Strategia per il mercato unico digitale in Europa» e «Piano d’azione dell’UE per l’e-government 2016-2020 – Accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione», dove la Commissione ha sottolineato il ruolo delle amministrazioni pubbliche nell’aiutare le imprese ad avviare le loro attività imprenditoriali.

Il piano d’azione UE per l’e-government riconosce l’importanza di un migliore uso degli strumenti digitali nell’osservanza delle disposizioni di diritto societario. Inoltre, nella dichiarazione di Tallin del 6 ottobre 2017 sull’e-government, gli Stati membri hanno invocato l’intensificazione degli sforzi volti alla definizione nell’Unione di procedure elettroniche efficienti e incentrate sugli utenti. Inoltre già da un paio d’anni è operativo il sistema BRIS (sistema di interconnessione dei registri delle imprese europei ) che consente – senza creare un unico registro centrale europeo – l’accesso transfrontaliero alle informazioni delle società.

Entro il 1° agosto 2021 gli stati membri dovranno recepire le indicazioni della direttiva 2019/1151. Inizia così anche in Italia il percorso che vede estendersi il sistema già adottato per le startup innovative a tutti i tipi di società a responsabilità limitata anche in forma semplificata e fatta salva la possibilità per il singolo stato membro di estendere tale opzione ad altre tipologie di società. L’Italia è stato precursore nell’aver delineato un ecosistema dedicato al mondo delle startup che vede, tra l’altro, la possibilità in alternativa alla tradizionale modalità di costituzione tramite il notaio di avvalersi di una procedura disintermediata a completamente on line che tramite l’utilizzo di uno statuto standard definito dal ministero dello Sviluppo economico e della firma digitale (dove l’Italia ha svolto il ruolo di precursore sin dalla metà degli anni 90 del secolo scorso).

In tale contesto, il sistema italiano è già in linea – anche se per un limitato segmento di imprese come le startup – con quanto previsto dalla nuova direttiva in ordine al ruolo della pubblica amministrazione di aiutare le imprese nella fase costitutiva. Per le startup nelle Camere di commercio è operativo l’ufficio AQI (Assistenza qualificata alle imprese) proprio con l’obiettivo di fornire supporto operativo alle imprese nella burocrazia della fase di costituzione e registrazione, tenuto conto che la recente riforma del sistema camerale (Dlgs 219/2016) ha previsto presso le camere di commercio il «fascicolo unico d’impresa in cui sono raccolti dati relativi alla costituzione, all’avvio ed all’esercizio delle attività dell’impresa, e che le stesse camere di commercio svolgano le funzioni di punto unico di accesso telematico in relazione alle vicende amministrative riguardanti l’attività d’impresa.

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