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«Italia, Francia e Belgio: meno debito» Il portoghese Centeno sarà Mr euro

Il portoghese Mario Centeno, candidato degli eurosocialisti, è stato eletto presidente dell’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari della zona euro. Succede per due anni e mezzo all’uscente olandese Jeroen Dijsselbloem in scadenza a gennaio.

Centeno, 50 anni, economista keynesiano con dottorato ad Harvard ed esperienza alla Banca centrale portoghese, è entrato nel 2015 nel governo socialista di Antonio Costa. Ha portato il deficit pubblico del suo Paese al 2%, il livello più basso degli ultimi 40 anni, la disoccupazione all’8,5% (dal picco del 16,2%) e la crescita al 2,6%: stimolando i consumi e la domanda interna con politiche di bilancio flessibili e ridimensionando le ricette di austerità della Commissione europea. Dopo aver ottenuto i voti dei colleghi nella riunione a Bruxelles, ha confermato l’impegno a convincere l’Eurogruppo a «promuovere la crescita inclusiva e la prosperità» per «mettere effettivamente fine a un periodo risultato molto duro per l’Europa».

Le misure di austerità imposte al Portogallo tra il 2011 e il 2014 — in cambio di circa 80 miliardi di aiuti Ue di salvataggio — avevano aggravato la recessione e la disoccupazione, stremando la parte debole della popolazione. L’irritazione contro il governo di centrodestra aveva provocato l’avvicendamento con l’esecutivo di Costa e Centeno, appoggiato dall’estrema sinistra e dai radicali.

Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno sostenuto Centeno con gli altri eurosocialisti, che puntano al risanamento dei conti pubblici basato sulla flessibilità di bilancio e sul rilancio di crescita e occupazione. «Sarà il presidente di tutti», ha commentato Padoan. Può quindi aprirsi una nuova stagione dell’Eurogruppo, dopo l’uscita dei due principali sostenitori del rigido rispetto dei vincoli Ue di bilancio e dell’austerità: l’ex ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble (ora presidente del Parlamento di Berlino), che pur definiva Centeno «Ronaldo» dei conti pubblici, e Dijsselbloem, eurosocialista, ma dimostratosi rigorista filo-Germania (subendo la bocciatura dei suoi elettori alle ultime elezioni con conseguente esclusione dal nuovo governo dell’Aia).

Già ieri l’Eurogruppo ha richiamato in modo morbido Italia, Francia e Belgio, che rischiano di «non rispettare l’obiettivo di debito nel 2018». A Padoan è stato consigliato di «considerare misure aggiuntive in modo tempestivo». All’Economia lo hanno interpretato come un «riconoscimento della validità della politica del sentiero stretto (che separa il risanamento finanziario dalla crescita, ndr ), perseguita dal ministro Padoan» e ritengono che «le misure adottate nella legge di bilancio siano adeguate ad ottenere la correzione strutturale dello 0,3% del Pil» voluta da Bruxelles. Dijsselbloem ha ribadito le sue richieste di più rigore.

Ma la nomina di Centeno rilancia le aspettative di una ricostituzione della tradizionale maggioranza tra europopolari del Ppe ed eurosocialisti del Pse nel Consiglio dei governi e nell’Europarlamento (e della «Grande coalizione» tra cristianodemocratici e socialdemocratici a Berlino). I due principali europartiti si sono accordati sul portoghese per l’Euroguppo condividendo l’esigenza di un riequilibrio ai vertici delle istituzioni Ue, dopo che le presidenze di Consiglio, Europarlamento e Commissione europea sono state assegnate tutte a membri del Ppe.

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