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Italia e San Marino, pace fatta

È pace fatta tra Italia e San Marino. Dopo dieci anni di lunga attesa, l’armistizio fiscale tra Roma e la Rupe è stato sancito ieri ai piani alti della Farnesina dove i ministri degli Esteri dei due Paesi, Giulio Terzi di Sant’Agata e Antonella Mularoni, hanno firmato il Protocollo di modifica alla «Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali» datato 21 marzo 2002. Un nuovo strumento di contrasto all’evasione internazionale che promuove un meccanismo di scambio di informazioni disegnato secondo gli standard messi a punto dall’Ocse. Ma che il precedente governo, nonostante il testo fosse stato parafato dal tavolo tecnico nel giugno 2009, non aveva accettato di siglare in virtù di una crociata contro i centri offshore che si è abbattuta come un ciclone sulle finanze della Rupe. È per questo che i rappresentanti del governo sammarinese intervenuti ieri a Roma hanno tenuto ad assicurare a Roma la piena volontà del Titano di proseguire sulla strada della trasparenza e dell’adeguamento agli standard internazionali. Mentre da parte italiana è stata confermata la più ampia collaborazione al fine di favorire il percorso di rinnovamento e la cooperazione economica, nel comune interesse dei due Stati.

La firma del Protocollo, passo imprescindibile per l’uscita di San Marino dalla black list italiana, permette ora l’avvio dell’iter di ratifica di tutti gli accordi di natura economica negoziati negli ultimi anni da Italia e San Marino e precisamente la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali del 2002, l’Accordo di cooperazione economica e quello di collaborazione in materia finanziaria, entrambi sottoscritti nel 2009. Resta ancora irrisolta, invece, la questione della situazione fiscale dei 6 mila lavoratori frontalieri italiani per cui il ministro Terzi ha auspicato una pronta risoluzione. Grande soddisfazione per la chiusura della lunga vertenza fiscale tra i due Paesi è stata espressa anche da parte dei vertici della Banca Centrale del Titano «Ho sempre creduto fermamente che la strada intrapresa, del risanamento del rigore e della trasparenza, sarebbe stata premiata.

E un passaggio chiave per la messa in sicurezza della piazza finanziaria e l’avvio di una nuova fase di sviluppo era proprio il ripristino di fattivi rapporti di collaborazione con le autorità italiane», ha commentato il banchiere centrale del Titano, Renato Clarizia. «San marino comincia a vedere i frutti del proprio impegno nell’ancora faticoso cammino di risanamento. È anche la conferma che fissare regole di comportamento ed esigerne il rispetto è la politica vincente a ogni livello istituzionale».

 

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