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Italgas pronta al ritorno in Borsa

tredici anni dal delisting, Italgas accende ufficialmente i motori per il ritorno in Borsa che, a meno di ostacoli in zona Cesarini, dovrebbe avvenire nella seconda settimana di novembre. La società, affidata ora alla guida di Paolo Gallo, ex ceo di Acea e Grandi Stazioni, ha infatti reso noto ieri di aver presentato a Borsa Italiana la domanda di ammissione alle negoziazioni sul mercato telematico e di aver avviato il relativo iter anche con Consob. La procedura di valutazione si conclude di norma, al più tardi, entro sessanta giorni: il via libera di entrambe dovrebbe quindi arrivare, se non ci saranno intoppi, tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre, praticamente negli stessi giorni in cui è atteso anche il disco verde del tribunale, decorsi i sessanta giorni previsti per l’eventuale opposizioni dei creditori all’operazione di scissione che è legata a doppio filo alla quotazione (i cui sponsor sono Banca Imi ed Equita Sim).
La prima, infatti, che ha determinato a monte l’assetto della società quotanda – partecipata al 26% da Cassa depositi e prestiti (attraverso i due veicoli Cdp Reti e Cdp Gas) e al 13,5% da Snam e con un 60,5% di flottante (comprensivo della quota in mano a Romano Minozzi) – diverrà operativa dal primo giorno di ammissione al mercato azionario. Con ingresso previsto a Piazza Affari, come detto, nella prima metà di novembre, a valle di tutti gli ok autorizzativi necessari e del roadshow che vedrà impegnato il management nelle principali piazze finanziarie.
Per la holding nata dopo l’operazione di scissione illustrata a Londra, nei mesi scorsi, dall’ad di Snam, Marco Alverà(in occasione della presentazione del piano industriale), si tratta in verità di un ritorno. La società, che si chiamerà Italgas (mentre il braccio operativo diventa Italgas Reti) e che ieri ha comunicato anche la composizione del cda (al fianco di Gallo il presidente sarà Lorenzo Bini Smaghi, come anticipato dal Sole 24 Ore, con Nicola Bedin, Barbara Morra, Maurizio Dainelli, Cinzia Farisè, Yunpeng He, Paolo Mosa e Annamaria Petrone in qualità di consiglieri), rientra a Piazza Affari dove, nel lontano 1900, l’azienda torinese, allora Società Italiana per il Gas, fu tra le prime a quotarsi nella Borsa Valori di Milano (ma già, nel 1851, figurava tra i fondi privati ammessi in quella di Torino che aveva da poco aperto i battenti). Lo sbarco nel mercato azionario porterà quindi a compimento il percorso avviato dai vertici della spia dei gasdotti con la decisione di separare le attività di distribuzione (che fanno capo Italgas) dal core business del gruppo (trasporto, rigassificazione e stoccaggio), sul quale Snam vuole focalizzarsi sempre più per proseguire, da un lato, nello sviluppo della rete nazionale e per procedere, dall’altro, lungo la strada, benedetta da Bruxelles, dell’interconnessione delle reti europee. Un fronte, quest’ultimo, che è stato ieri al centro di una serie di colloqui a Strasburgo tra il ceo Alverà e alcuni rappresentanti del Parlamento Europeo (dal presidente del gruppo Socialisti e democratici, Gianni Pittella, al numero uno della commissione Ambiente, Giovanni La Via). A loro e ai membri della delegazione italiana, l’ad di Snam ha ribadito i capisaldi della strategia del gruppo e il contributo dell’Italia alla realizzazione dell’unione energetica.

Celestina Dominelli

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