Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Italgas in Borsa a novembre”

ROMA. Tredici anni dopo l’ultima volta, le azioni Italgas torneranno a essere scambiate a Piazza Affari. Accelerando sui tempi previsti, la società leader in Italia nella distribuzione locale del metano potrebbe debuttare nuovamente a Piazza Affari già entro la fine dell’anno, sfruttando la finestra di novembre. E se nel 2003 fu Eni a promuovere il ritiro delle azioni Italgas dal listino milanese, ora sarà la volta di Snam a promuovere l’operazione che porterà – per le dimensioni finanziarie della società – al battesimo di una nuova “blue chip”.
Non per nulla, a dare l’annuncio agli investitori finanziari, durante un incontro che si è tenuto ieri a Londra, è stato Marco Alverà: già braccio destro di Paolo Scaroni all’Eni, da due mesi amministratore delegato di Snam, dove ha preso il posto di Carlo Malacarne che ne è diventato il presidente. «Quella che stiamo portando ad approvazione è la più grande operazione finanziaria che avverrà in Italia nel corso dell’anno», ha commentato il manager.
L’annuncio dell’operazione è arrivato durante la presentazione del nuovo piano industriale di Snam per il prossimo quinquennio, che prevede investimenti per 4,3 miliardi per lo più destinati a crescere nelle attività di trasporto del gas a livello europeo e di stoccaggio in Italia, con dividendi in crescita dopo la fase di stabilità iniziale. Nel complesso, il mercato ha accolto favorevolmente il piano, con il titolo Snam che ieri ha guadagnato oltre 4 punti percentuali, doppiando di fatto il rialzo dell’indice principale a Piazza Affari Alverà non ha torto a sostenere la dimensione dei numeri: dopo la scissione da Snam, Italgas si presenterà con un utile netto “pro forma” per il 2015 di 269 milioni di euro, un fatturato di 1,1 miliardi e una reddittività di tutto rispetto pari a 735 milioni. Ma come avverrà tecnicamente la separazione? L’operazione prevede «una scissione parziale e proporzionale, assegnando ai soci di Snam una azione della nuova Italgas ogni cinque titoli Snam posseduti ». Al termine dei vari passaggi tecnici, il primo azionista di Italgas dopo il riassetto sarà la Cassa Depositi Prestiti con il 26% (suddiviso tra il 25,08% in carico a Cdp Reti e lo 0,97% a Cdp Gas), mentre in capo a Snam resterà il 13,5%. In buona sostanza, in Borsa andrà oltre il 60 per cento del capitale.
Come ha spiegato Alverà, si tratta «di un numero che consente a Cdp Reti di restare sopra la soglia dell’Opa del 25%». Inoltre, il manager ha specificato che la quota di minoranza che rimane a Snam viene considerata «finanziaria, non industriale ma strategica»: in pratica, per il momento rimane in pancia a Snam che non ha fretta di monetizzare ma un domani potrebbe essere utilizzata per fare scambi all’interno di un’alleanza con qualche operatore. Anche se, al momento, «non c’è nessuna trattativa all’orizzonte».
Le risorse che verranno incamerate dalla quotazione serviranno a Italgas che vuole «giocare un ruolo da protagonista nel consolidamente del mercato in Italia, dove prevede di salire dal 30 al 40 per cento della quota di mercato. Mentre Snam «si concentrerà sulle forti potenzialità di crescita facendo leva sulla sua leadership nel mercato europeo ».
Luca Pagni
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa