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Italgas batte le attese: margini e ricavi in rialzo

Con un occhio alla sfida greca dove è in corsa con Ep Investment Advisors per aggiudicarsi il 100% di Depa Infrastructure e la cui chiusura, sono parole dell’ad Paolo Gallo, è attesa «prima della fine dell’anno», Italgas manda in archivio i conti del primo semestre battendo le stime tanto che in Borsa, in una giornata fiacca per il listino milanese, il titolo procede spedito in territorio positivo per l’intera seduta per poi chiudere a +0,7 per cento. Merito, stando ai report diffusi a valle della semestrale, soprattutto di due indicatori: i ricavi, a quota 665,4 milioni, in rialzo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2020, e i costi che, nei sei mesi, sono scesi a 176,3 milioni, con una contrazione del 4,7 per cento. A segnare un incremento, poi, sono l’ebitda, pari a 489,1 milioni (+5,9%), l’ebit, a 279,4 milioni (+10%), e l’utile netto adjusted, depurato cioè delle partite straordinarie, a 176,1 milioni, in aumento del 14,1 per cento. Un avanzamento che il ceo Gallo ascrive «all’accelerazione del processo di trasformazione digitale», il driver del gruppo che, non a caso, ha beneficiato della spinta derivante dagli investimenti, in crescita del 14,1% nel primo semestre, a 420,4 milioni, e destinati a sostenere anche l’estensione e la rimodulazione delle reti affinché siano in grado di distribuire i gas “green”, dall’idrogeno verde al biometano, a conferma della strategicità delle infrastrutture gas per la transizione energetica. Quanto al debito, l’asticella si attesta a 4,8 miliardi (a fronte dei 4,73 miliardi di fine 2020), ma sconta il fardello di quasi 70 milioni dovuto all’applicazione dell’ex Ifrs 16 (leasing), al netto della quale il dato è di 4,73 miliardi (4,66 miliardi al 31 dicembre 2020).

«I risultati del primo semestre e il livello di investimenti dimostrano la capacità di Italgas nel coniugare gli obiettivi di crescita, continua e sostenibile, con l’impegno per la decarbonizzazione, fornendo un importante impulso alla ripartenza dell’economia del Paese», commenta Gallo che pone l’accento anche sullo sforzo messo in campo per la Sardegna dove, precisa, «per i 50mila clienti attuali connessi alle nostre reti, il gas metano è diventato finalmente una realtà». Nell’isola, il boccino registra 900 chilometri di reti già realizzate su un totale di circa 1100 km: nei primi sei mesi sono state posate 52 chilometri di condotte rispetto ai 389 km messi a terra lungo l’intera penisola. Poi, in conference call, l’ad ribadisce che solo «l’azione complementare di elettricità e gas» consentirà di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalla Ue e che la combinazione, secondo un recente studio di Rse, «è il migliore scenario energetico per la Sardegna in termini di costi ed efficienza».

Davanti agli analisti, Gallo torna infine sulla gara greca. Per ricordare la tabella di marcia, certo, ma anche, e soprattutto, per rimarcare il valore aggiunto che Italgas è in grado di esprimer: «Siamo l’unico vero operatore industriale ad aver formulato un’offerta. Crediamo di avere molta esperienza nello sviluppo di nuove reti e abbiamo dimostrato a tutti di saperlo fare in Sardegna». Ma l’appetito di Italgas non è rivolto solo all’estero perché il ceo, sollecitato in conference call, non ha escluso un possibile interesse dell’azienda per le reti gas che A2A vorrebbe valorizzare: «Italgas è potenzialmente interessata come lo è per qualsiasi asset del business che è sul mercato».

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