Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Italcementi vola in Borsa: +49,5%

Italcementi e Italmobiliare volano in Borsa dopo l’accordo che consegnerà il gruppo italiano ai tedeschi di Heidelberg Cement, mentre le agenzie di rating promuovono l’operazione e gli analisti iniziano a ragionare su valori e sinergie. Tutto questo mentre Italcementi alza il velo sui dati del semestre che vedono il gruppo tornare in utile per 3,8 milioni che si confronta con una perdita di 79,6 milioni di fine giugno 2014.
Balzo in Borsa
Gran movimento in Borsa sui titoli della galassia della famiglia Pesenti con le azioni Italcementi che, come da copione, hanno cercato di avvicinarsi ai prezzi dell’Opa. Dopo l’annuncio del passaggio del controllo del gruppo italiano al più grande produttore tedesco di cemento HeidelbergCement i titoli sono volati del 49,47% attestandosi a 9,85 euro, livello comunque più basso del prezzo dell’offerta che sarà lanciata dall’azienda tedesca a 10,6 euro per azione. Gli scambi sono stati vorticosi: sono passate di mano 32,4 milioni di pezzi 897mila titoli. Si tratta, in pratica, del 9,2% del capitale sociale. Le azioni del gruppo tedesco hanno invece segnato -6,32%.
Acquisti importanti hanno interessato anche Italmobiliare, la holding della famiglia dei Pesenti che vendendo il 45% della controllata incasserà 1,66 miliardi di euro. La finanziaria, che è stata seguita come advisor dallo studio legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, ha visto i titoli mettere a segno un rialzo del 27,85% attestandosi a 38,68 euro. L’annuncio dell’operazione ha inoltre sostenuto tutti i titoli del cemento, con Buzzi che è volata del 6,17% a 15,48 euro e Cementir del 4,4% a 6,27 euro.
Se l’andamento di Italcementi e Italmobiliare era scontato, la performance del comparto si giustifica invece con i valori che l’operazione di acquisizione ha messo in gioco. HeidelbergCement verserà 1,67 miliardi di euro per il 45% dell’azienda in mano alla Italmobiliare e poi, se riceverà le autorizzazioni delle autorità, lancerà un’opa sul flottante, offrendo un premio del 70,6% sulla media dei prezzi degli ultimi due mesi. In tutto l’operazione, che dovrebbe chiudersi nel 2016, costerà circa 7 miliardi di euro. In pratica per la vendita sono stati applicati multipli pari a 11 volte il margine operativo lordo contro valori che in operazioni complementari viaggiano da 6,5 a 9 volte. Un prezzo generoso, dunque, quello offerto dal gruppo tedesco che però non ha messo in discussione la solidità. Proprio ieri Moody’s ha confermato il rating di HeidelbergCement (Ba1) e ha ridotto l’outlook a stabile da positivo, dopo l’annuncio della prevista acquisizione. Moody’s si sofferma sui benefici dell’acquisizione in termini di profilo di business, di maggiore diversificazione geografica e di sinergie (175 milioni di euro previsti al 2018). Al tempo stesso, l’agenzia punta i riflettori sulle sfide poste dalla realizzazione dell’operazione nei tempi previsti, dall’implementazione delle sinergie, come pure dall’integrazione di due gruppi che hanno differenti culture di business. La stessa Moody’s ha inoltre messo il rating di Italcementi sotto osservazione per un upgrade.
Il plauso del mercato e degli analisti, peraltro, si scontra invece con la preoccupazione dei sindacati:per i rappresentanti dei lavoratori l’intesa «getta ombre inquietanti sul futuro della società e sul destino dei circa 3.000 dipendenti italiani», dicono i segretari nazionali di Fenealuil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, Fabrizio Pascucci, Riccardo Gentile e Marinella Meschieri. L’incontro è stato fissato il 4 agosto.
Italcementi in utile
Nel giorno del maxi rialzo di Borsa si è anche tenuto il consiglio di amministrazione di Italcementi che è stato informato dei dettagli relativi all’accordo tra Italmobiliare e HeidelbergCement rimandando ad una prossima riunione la valutazione dell’accordo e l’assunzione delle conseguenti iniziative. Il cda ha quindi esaminato e approvato i dati del semestre che si chiude con ricavi pari a 2.167 milioni, in crescita del 5,8% rispetto all’analogo periodo 2014, un margine operativo lordo di 324,5 milioni (+5,3%), un utile operativo in crescita del 9,6% a 113 milioni e un utile netto totale di 3,8 milioni che si confronta con una perdita di 79,6 milioni di fine giugno 2014. L’indebitamento finanziario netto è di 2.238 milioni rispetto a 2.157 milioni di fine 2014. Il gruppo bergamasco conferma un incremento, seppur contenuto, dei risultati operativi 2015 sulla base delle più recenti evoluzioni dei mercati, dei positivi ritorni degli investimenti recentemente completati, e dei risultati derivanti dalle azioni correttive già intraprese nel corso del semestre. Il rafforzamento della redditività nei mercati asiatici e la positiva intonazione dei prezzi sul mercato italiano e in Nord America dovrebbero, infatti, compensare – spiega una nota – gli effetti negativi causati delle dinamiche competitive in Egitto, tuttavia in attenuazione, e della debolezza ancora attesa sul mercato francese.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa