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Italcementi, nozze parigine fusione con Ciments Français

Dopo anni di studi e ripensamenti, la famiglia Pesenti accorcia le distanze tra Bergamo e Parigi iniettando risorse nel gruppo e accettando di perdere la maggioranza assoluta del colosso che nascerà dall’integrazione tra Italcementi e Ciments Français. Con un riassetto in tre tempi, il leader italiano dei materiali da costruzione lancerà un’offerta pubblica sulla controllata Ciments Français, promuoverà un aumento di capitale da 450 milioni per reperire le risorse necessarie a finanziare l’Opa e proporrà agli azionisti di risparmio una conversione in 0,65 titoli ordinari di nuova emissione. I soci francesi riceveranno 78 euro per ogni azione, un prezzo che corrisponde a un premio del 30% rispetto ai corsi di mercato degli ultimi mesi. Agli azionisti Italcementi risparmio,verrà offerto invece un premio di conversione del 20% per passare alle ordinarie, mentre ai titolari di azioni con pieno diritto di voto di Italcementi sarà proposto un aumento di capitale in diritto di opzione, che servirà per diventare soci di un gruppo più grande, con una maggiore liquidità e che in teoria sarà anche contendibile (dato che – alla fine del riassetto – Italmobiliare scenderà sotto la maggioranza).

L’operazione, oltre a creare sinergie sui costi, dovrebbe assicurare anche qualche vantaggio dal punto di vista finanziario, visto che la maggior parte del debito è allocata sulla controllante italiana e deriva proprio dall’esborso che nel 1992 portò l’azienda bergamasca a diventare il primo azionista del colosso d’Oltralpe. Alla fine del riassetto, il gruppo dovrebbe avere una capitalizzazione di circa 2,4 miliardi. E con questi numeri e un maggior flottante, probabilmente potrà tornare a far parte dell’indice dei 40 titoli principali di Piazza Affari. «Il piano che abbiamo identificato – sottolinea Carlo Pesenti – è una risposta al mercato da sempre interessato ad una struttura più semplice ed efficace della governance. L’operazione condivisa dai consigli di Italcementi e di Italmobiliare permetterà un aumento di efficienza gestionale e finanziaria».
Italcementi aveva già proposto un accorciamento della catena societaria nel 2009. Ma allora l’operazione – che era strutturata con un’offerta di scambio carta contro carta (e non prevedeva la conversione delle rnc) – fu bocciata da alcuni obbligazionisti di Ciments Français. Adesso invece, non solo gli obbligazionisti non potranno opporre il loro veto, ma per tutte le diverse classi di soci sono previsti interessanti vantaggi. E a chi come isoci ordinari di Italicementi è anche richiesto un onere, resta la garanzia dell’impegno del socio di maggioranza, che è pronto a fare la sua parte pur rinunciando a una fetta di controllo. La famiglia Pesenti attraverso Italmobiliare da una parte garantirà 200 milioni dell’aumento di capitale di Italcementi; e dall’altra accetterà di scendere sotto la maggioranza assoluta diluendo la sua partecipazione.
L’operazione, che è stata fortemente voluta dal consigliere delegato Carlo Pesenti, porta laregìa di Mediobanca, con l’avallo di Unicredit e Bnp Paribas (che insieme a Piazzetta Cuccia garantiranno l’eventuale inoptato), mentre Italmobiliare si è avvalsa delle consulenze di Banca Leonardo. Il riassetto – annunciato a mercato chiuso e che oggi sarà illustrato alla comunità finanziaria – dovrà esser approvata dall’assemblea straordinaria di Italcementi, che verosimilmente sarà convocata a ridosso di quella per l’approvazione del bilancio 2013.
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