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Ita vende i primi biglietti Per contratti, slot e aerei è corsa contro il tempo

Ita avvia la vendita dei biglietti a scartamento ridotto (mancano ancora molte destinazioni intercontinentali) e si prepara a due settimane di fuoco sul fronte sindacale, per dotare di velivoli ed equipaggi la flotta di 52 aerei e per far decollare davvero il servizio il prossimo 15 ottobre.La nuova compagnia aerea tricolore – sostenuta da 700 milioni versati dal suo azionista unico, il Tesoro – ha aperto ieri il sito provvisorio per le prenotazioni. Il layout e la grafica sono gli stessi del sito dell’aerolinea in amministrazione straordinaria anche perché, con buona pace della discontinuità, «la vendita dei biglietti è attualmente effettuata da Alitalia Sai (l’aerolinea commissariata, ndr ) per conto di Ita», come precisa una nota in home page. I prezzi dei voli in vendita e le promozioni posizionano per quel che vale ora – la nuova società più o meno sulle fasce della vecchia compagnia: un Milano-Parigi andata e ritorno a inizio novembre costa in economica dai 100 euro ai 150, contro i 30-40 euro delle low cost negli stessi giorni e in fasce orarie simili.Il sistema non consente invece di prenotare per ora le destinazioni intercontinentali che dovrebbero decollare tra venti giorni. Per le rotte su «Algeria, Argentina, Brasile, Giappone e Stati Uniti, Ita sta completando il processo per avviare la commercializzazione e prevede di mettere in vendita i biglietti per tali paesi quanto prima», spiega una nota.Sono ovviamente normali problemi di gioventù che si risolveranno con l’avvio del sito ufficiale. Il vero nodo per il decollo sono invece le delicatissime trattative previste nelle prossime due settimane per comprare dalla vecchia Alitalia gli aerei, gli slot e i diritti di volo necessari a partire e per assumere le 2.800 persone che servono in questa prima fase di lancio.Ita ha presentato ai sindacati una prima bozza di proposta per il contratto di lavoro. La richiesta, secondo indiscrezioni, è di adeguare i compensi ai sacrifici imposti a piloti e assistenti di volo dalle altre aerolinee europee con delle formule di stipendi depontenziati (di quanto non sarebbe stato ancora precisato) che andrebbero a incrementarsi con premi di produzione e ripresa del mercato.I rappresentanti dei lavoratori sono già scesi sul piede di guerra, chiedendo l’intervento di tutti i ministeri coinvolti (oltre al Tesoro che è socio al 100%) e confermando lo sciopero generale del 24 settembre. I tempi però sono stretti. Ita ha presentato un’offerta vincolante per l’acquisto delle attività di volo che deve essere accettata dall’amministrazione straordinaria entro martedì prossimo. E si è impegnata a non far scattare l’acquisto senza intesa con i lavoratori fino al 7 settembre. Due paletti che segnano in qualche modo due ultimatum. Tutti i dipendenti attualmente in cassa integrazione devono comunque fare richiesta di lavoro attraverso un apposito sito messo a punto da Ita, www.cving.com/ita-jobs. In queste settimane dovrebbero poi partire un altro paio di operazioni fondamentali: la prima è l’asta per il marchio Alitalia, a partecipazione libera e non a vendita diretta. Dove Ita cercherà in tutti i modi di portarsi a casa il brand della vecchia compagnia. Poi decolleranno la vendita delle attività di manutenzione e dei servizi a terra. Anche in questo caso la nuova compagnia potrà partecipare ma solo in cordata e (per la manutenzione) con una partecipazione di minoranza. L’operazione Ita, insomma, è partita. Ma l’agenda da qui al 15 ottobre è ancora fitta e complessa.

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