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Ita, trattativa sul nuovo contratto I sindacati: intervenga il governo

Parte in salita il confronto tra i vertici di Italia Trasporto Aereo e i sindacati in vista del decollo il 15 ottobre della nuova compagnia di bandiera che prenderà il posto di Alitalia. Già dal primo incontro le sigle chiedono di allargare il perimetro ai dipendenti della vecchia aviolinea (circa 10 mila) — non solo ai 2.800 assunti all’inizio dalla newco — e di restare all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro. Il presidente di Ita Alfredo Altavilla mostra alcune slide sul costo del lavoro delle altre compagnie, annuncia l’uscita da Assaereo (l’associazione di categoria) e descrive una propria bozza di accordo da negoziare. A un certo punto, spiegano al Corriere fonti sindacali presenti al tavolo, Altavilla ha ricordato Sergio Marchionne (di cui lui è stato braccio destro) quando ha portato Fiat fuori da Confindustria per ottenere una maggiore flessibilità contrattuale. Un esempio che non ha convinto le sigle che confermano lo sciopero di 24 ore il 24 settembre e invocano il governo.

I margini di manovra sono risicati. Secondo la Iata in Europa i vettori continuano a bruciare cassa e i ricavi sono in calo del 60-65% rispetto al 2019. Per questo, spiega al Corriere chi ha avuto modo di confrontarsi con Altavilla, il primo obiettivo di ITA è non consumare troppa liquidità nei prossimi mesi.

L’abbandono di Assaereo «è paradossale — attacca Fabrizio Cuscito, segretario della Filt-Cgil —: avviene da una società controllata dallo Stato e va contro la norma del “decreto Rilancio” che prevede l’applicazione dei minimi salariali del contratto nazionale». «La tutela dei lavoratori di Alitalia resta un obiettivo imprescindibile», dichiara Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl. «Ita vuole scegliersi i propri dipendenti senza tener conto dell’esperienza lavorativa», tuona il segretario della Uilm Claudio Tarlazzi. «La road map sui nuovi contratti e i processi di assunzione non ci soddisfa», dicono Anpac, Anpav e Anp in rappresentanza di piloti e assistenti di volo.

«Alitalia consuma 30 milioni al mese di soldi dei cittadini», commenta il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. «Faremo il possibile per limitare i danni, però i problemi sono noti e le condizioni della Commissione europea pure. È anche compito degli amministratori di Ita trovare la via migliore possibile». «Sono convinto che Ita possa essere un soggetto forte», spiega il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

Nonostante le frizioni il dialogo sindacati-azienda va avanti e il calendario degli incontri è fitto: i vertici di Ita (al tavolo c’era pure l’ad Fabio Lazzerini) vogliono avere i contratti firmati entro il 20 settembre per decollare a metà ottobre. Altavilla conferma che l’aviolinea parteciperà alla gara per aggiudicarsi il marchio Alitalia, ma fa capire che non è disposto a strapagarlo. La newco risponderà anche ai bandi per l’handling e la manutenzione, ma deve trovare prima i partner. Da ieri è attivo il sito provvisorio di Ita per acquistare i biglietti. In parallelo Alitalia ha inviato migliaia di e-mail di cancellazione dei suoi voli post 14 ottobre.

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