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Ita si chiamerà Alitalia Acquistato il marchio per novanta milioni

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo storico marchio, che per 74 anni ha accompagnato i voli degli italiani, continuerà a vivere. I commissari di Alitalia in amministrazione straordinaria (che vendevano il brand) e Ita hanno raggiunto l’accordo ieri pomeriggio. Ita pagherà 90 milioni di euro. Molti di meno dei 290 che Alitalia ha chiesto durante l’asta, andata deserta. Molti di più dei 50 che Ita ha offerto in prima battuta, in trattativa diretta. Il punto di incontro a 90 milioni viene raggiunto grazie alla silenziosa mediazione del governo, desideroso che il marchio Alitalia passasse dall’ormai ex compagnia di bandiera alla nuova, Ita.Ora che l’intesa viene firmata, Ita farà decollare il suo primo volo oggi (un Milano Linate-Bari delle 6:30) con molte maggiori certezze. E anche la conferenza stampa di questa mattina – con il presidente esecutivo Alfredo Altavilla e l’ad Fabio Lazzerini – sarà condotta con il vento in poppa. I due manager chiariranno, peraltro, che Ita mantiene la sigla AZ per il codice dei voli e lo 055 (per il codice dei biglietti). E forse sarà mostrata l’anteprima del nuovo sito di Ita che rimpiazzerà quello attuale, molto lacunoso. Chiusa questa parte della conferenza stampa, i due manager di Ita riveleranno questo è certo – i nomi delle società di consulenza che andranno alla caccia di un partner industriale. Il gruppo Lufthansa è tra i favoriti, in prospettiva. In attesa che si perfezioni l’alleanza industriale nel 2022, Ita sta già firmando gli accordi di codeshare che permetteranno alla nuova compagnia di moltiplicare le sue rotte e destinazioni. Il codeshare comporta accordi commerciali con vettori internazionali. In questo caso l’americana Delta, l’olandese Klm e Air France sono alleati potenziali per i loro storici rapporti con Alitalia.Ovviamente tutti i competitori di Ita sono alla finestra e ne studiano le mosse. La Commissione Ue ha preteso che Ita fosse un soggetto del tutto nuovo, capace di agire in discontinuità rispetto ad Alitalia. Se convinti che questa discontinuità non si è realizzata, i competitori presenteranno degli esposti alla Commissione Ue.Intanto il ministro Andrea Orlando (Lavoro) propone che il nuovo decreto fiscale rifinanzi il Fondo Volo. Questo Fondo va “ricaricato” di denaro per pagare la cassa integrazione del 2022 ai lavoratori rimasti in capo ad Alitalia. La notizia che la cassa verrà confermata per il 2022 non dispiace certo al candidato sindaco di Roma, Gualtieri, attento ai problemi di Alitalia, dell’indotto industriale nella Capitale e di Fiumicino.Da ieri, intanto, la compagnia Volotea ha aperto le prenotazioni per i voli che collegheranno la Sardegna alla Penisola, storicamente di Alitalia. Sorpresa perché la low cost spagnola chiede degli extra per alcuni servizi. Servono dai 5,5 euro a salire – ad esempio – per la scelta dei posti a bordo. Contro l’esclusione dai collegamenti sardi, Ita annuncia ricorso al Tar e nega, in polemica con la Regione, di accusare impedimenti tecnici alla realizzazione del servizio.

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