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Ita, al Mef spunta l’idea Air France La vendita rischia i supplementari

Gli advisor del ministero dell’Economia chiedono maggiori dettagli sulle offerte vincolanti per la privatizzazione di Ita Airways inviate lunedì sera da Msc-Lufthansa e da Certares. Ma dentro al Tesoro c’è chi studia un coinvolgimento diretto di Air France al fianco del fondo statunitense, anche se fuori tempo massimo. L’iniziativa, che non è sfuggita a Palazzo Chigi, rischia di rallentare la procedura (che l’esecutivo vuole definire a giugno) e di scoraggiare Msc e Lufthansa. È quanto spiegano al Corriere fonti governative e ministeriali che non nascondono il timore che si verifichi uno scenario simile al 2000 quando Klm ruppe con Alitalia l’alleanza — che avrebbe dato vita al più importante gruppo europeo — per gli impegni disattesi da Roma.

Il momento è delicato al dicastero dell’Economia, azionista unico di Ita e regista della procedura di vendita. E le fibrillazioni si registrano nei giorni in cui l’advisor finanziario Equita e quello legale Gianni & Origoni stanno studiando le offerte e hanno inviato ai soggetti interessati una lista di domande alle quali rispondere entro la settimana prossima.

Secondo le fonti alcuni alti dirigenti del Mef «tifano» per la soluzione Certares perché questo consentirebbe di fatto una cogestione pubblico-privato di Ita, anche se il decreto stabilisce per lo Stato un ruolo non di controllo. Ad oggi l’offerta di Certares è considerata inferiore — dal punto di vista industriale e finanziario — a quella di Msc-Lufthansa. Anche perché mentre Msc ha un socio industriale nella cordata (Lufthansa appunto), il fondo Usa propone la partnership solo commerciale con Air France e Delta Air Lines, come confermato da questi ultimi. Per «rafforzare» l’offerta del fondo Usa in alcuni uffici del Tesoro si ragiona su come coinvolgere i francesi con la motivazione che il loro aumento di capitale da 2,26 miliardi consentirebbe di ridare gli aiuti pubblici ed effettuare investimenti, magari in Ita. Se dovesse prevalere questa «fazione» del Mef toccherà aspettare almeno fino al 9 giugno (quando si chiude la sottoscrizione). Alcuni esperti sostengono che Air France potrebbe investire solo dal 2023.

In ogni caso Msc e Lufthansa hanno fatto capire di non essere disposti a partecipare al gioco al rialzo e che quindi la loro offerta resta quella: un miliardo di euro per l’80% di Ita. Questo valore — rivelano le fonti — è inferiore a quello della manifestazione di interesse inviata a gennaio, segno che più la vendita ritarda, meno lo Stato ci guadagna.

C’è anche il nodo della ricapitalizzazione di Ita: i 400 milioni di euro di seconda tranche previsti quest’anno non sono stati ancora erogati. Msc e Lufthansa si sarebbero detti disponibili a condividere la somma con lo Stato, mentre per Certares la spesa deve essere tutta a carico delle casse pubbliche.

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