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Isvap, Giannini sotto inchiesta per FonSai

Il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, è indagato per concorso in falso in bilancio. Ieri mattina gli uomini della Guardia di Finanza di Torino hanno perquisito l’ufficio e l’abitazione romana di Giannini su delega dei pm torinesi Vittorio Nessi e Marco Gianoglio. La Gdf si è mossa per cercare riscontri in ordine a presunti inadempimenti e ritardi dell’Autorità, tra gli anni 2009-2011, nell’esercizio dell’azione di vigilanza su Fondiaria Sai. Si apre, dunque, un nuovo filone d’indagine rispetto ai fronti già aperti dalla procura di Torino sulla compagnia assicurativa.
Va ricordato, infatti, che il 2 agosto scorso, sempre gli uomini della Finanza hanno perquisito gli uffici della compagnia sia a Milano che a Torino e hanno conseguentemente iscritto nel registro degli indagati per «falso in bilancio» ed «ostacolo alla vigilanza» i componenti del comitato esecutivo del gruppo (Jonella Ligresti, Giulia Maria Ligresti, Antonio Talarico, Fausto Marchionni, Vincenzo La Russa, Giaocchino Paolo Ligresti ed Emanuele Erbetta) e la società stessa. In quell’occasione sarebbero stati sequestrati 6 tera bite di materiale che evidentemente avrebbe permesso questo sviluppo di indagine ma che soprattutto avrebbe portato la Procura a contestare a Giannini un reato ben più grave dell’omessa vigilanza, ossia il concorso in falso in bilancio.
D’altra parte, stando a quanto si legge nel decreto di perquisizione, secondo le indagini svolte dai pm, nel comportamento dei vertici dell’Isvap, «in particolare del suo presidente», è possibile trovare «traccia di inadempimenti, ritardi e, financo, collusioni con il management della società sottoposta a controllo (Fondiaria Sai)». Per i magistrati, tali «inadempimenti, ritardi e collusioni», «hanno finito per consentire a Fondiaria Sai di esporre nei bilanci, e più in generale, nelle comunicazioni sociali, fatti materiali non rispondenti al vero». Inoltre, secondo il decreto, «pur avendo appreso della criticità nella determinazione della riserva sinistri del ramo auto della compagnia assicurativa fin dal marzo 2009 è stata disposta ispezione solo nel gennaio 2011, dopo l’aver preannunciato l’attività fin dall’agosto 2010 e ciò anche a seguito di plurime sollecitazioni».
Oltre all’iscrizione di Giannini nel registro degli indagati, sono state notificate informazioni di garanzia per concorso in falso in bilancio anche ad altri dirigenti dell’Istituto in grado di riferire sui fatti, che saranno sentiti direttamente dai due magistrati in questi giorni. L’obiettivo di perquisizioni e audizioni è evidentemente quello di appurare se i ritardi e le lungaggini dell’Isvap nella vicenda fossero legate a questioni tecniche oppure se ci fosse della volontarietà. Ciò al fine di «fugare ogni dubbio sulla correttezza o meno circa l’operato dell’Autorità di controllo», in particolare riguardo «al complesso delle attività esercitata dall’Isvap nei confronti di Fondiaria Sai, alle decisioni con le quali si sono stabiliti le modalità e i limiti del controllo e ai presupposti delle decisioni stesse».
Come è noto le indagini della procura di Torino riguardano le ipotesi di falso in bilancio per il periodo 2008-2011 e i fatti oggetto di indagine sono, nella sostanza, quelli già noti al mercato in quanto si riferiscono alle vicende che hanno condotto all’emersione delle perdite nei conti consolidati del 2011. Per la procura di Torino il gruppo Fondiaria-Sai ha tenuto «condotte gravemente anomale nel ramo Rca» e nonostante questo «non risulta mai stata estesa ispezione alcuna avente a oggetto la Rc generale» da parte dell’Isvap.
I magistrati torinesi stanno lavorando a stretto contatto con il pm di Milano Luigi Orsi, che ha indagato per ostacolo all’autorità di vigilanza Salvatore Ligresti e l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel nell’ambito dell’inchiesta su Premafin-FonSai.

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