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Istituti deflativi rivisitati

Conferma per il restyling degli istituti deflativi. Dal 1° gennaio 2015 parte il nuovo ravvedimento operoso senza preclusioni se non in caso di notifica di atti di accertamento o di riscossione e con la possibilità di sanare spontaneamente le violazioni per tutti i periodi di imposta accertabili. Una novità destinata ad operare, da un punto di vista pratico, già nei prossimi giorni in relazione ai processi verbali di constatazione. Sempre da un punto di vista operativo sarà da comprendere, proprio con riferimento ai verbali, come dalla integrazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta, sarà possibile individuare i rilievi ai quali si aderisce rispetto a quelli per i quali, invece, la scelta è quella di attendere l’accertamento. La previsione iniziale contenuta nel ddl di stabilità 2015 esce, dunque, confermata dalla stesura approvata dalla camera dei deputati ed è collocata nell’art. 3 nei commi da 12 a 16.

I principi della riforma degli istituti deflativi, operativa dal 2015 possono essere così riassunti:

– eliminazione della più parte delle cause ostative oggi esistenti alla effettuazione del ravvedimento operoso, fatta eccezione per la notifica di atti a contenuto accertativo o riscossivo (ad esempio gli avvisi bonari) nonché con riferimento agli avvisi di liquidazione;

– eliminazione di alcuni istituti deflativi quali la definizione dei pvc e degli inviti al contraddittorio con riferimento ai quali, però, ancora per il 2015 sopravvive una sorta di doppio binario in termini di scelta per il ravvedimento o definizione integrale;

– a fronte della effettuazione del ravvedimento operoso in termine così ampio, modulazione delle sanzioni a seconda del momento nel quale avviene la sanatoria. Di fatto, quindi, il panorama delle sanzioni andrà dal decimo del minimo al sesto del minimo con conseguente eliminazione della acquiescenza rafforzata;

– necessità di procedere (fatta salva l’ipotesi degli omessi versamenti), a una integrazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta che si intende procedere a integrare;

– a fronte della integrazione, conseguente slittamento dei termini di accertamento e della riscossione in relazione alla avvenuta integrazione.

Descritte le novità contenute nella legge di Stabilità 2015, è evidente che il nuovo panorama comporta una serie di valutazioni operative. Se, infatti, da un lato la scelta del legislatore è del tutto condivisibile in merito al principio (fino al momento in cui non vi è una contestazione impositiva da parte dell’Agenzia delle entrate è possibile sanare), l’applicazione pratica del principio potrebbe comportare qualche difficoltà anche per la stessa Agenzia delle entrate. Si pensi, ad esempio, al caso in cui un contribuente voglia definire solo alcuni dei rilievi contenuti in un processo verbale di constatazione relativo al periodo di imposta 2012 e notificato il 10 gennaio 2015. Procedendo alla integrazione del modello Unico 2013 allora presentato, sorge la necessità di determinare l’imposta corrispondente ai rilievi che si intendono chiudere.

Posto che non appare un problema definire le imposte e le sanzioni dovute in sé, il reale problema appare identificare quale rilievo si è definito e, questo, evidentemente, da parte dell’Agenzia delle entrate che sui restanti rilievi non chiusi potrà emettere l’avviso di accertamento. La sensazione è che, per comprendere l’effettivo comportamento sarà necessario dialogare con l’amministrazione finanziaria e, a questo fine, potrebbe non essere inutile immaginare un sistema che, oltre alla presentazione della dichiarazione integrativa, preveda l’invio di un prospetto di dettaglio in merito ai rilievi oggetto, come detto, di definizione mediante il nuovo ravvedimento operoso. Va anche osservato come, sulla base del testo uscito dalla camera dei deputati (che non appare in nulla modificato rispetto alla bozza), la gestione del ravvedimento a far data dal 1° gennaio 2015 potrebbe interessare anche i verbali chiusi nei prossimi giorni. Se, infatti, la possibilità è quella di una gestione tra definizione complessiva, in base a quanto previsto dall’art. 5 bis del dlgs. n. 218 del 1997 e nuovo art. 13 del dlgs. n. 472 del 1997, si dovrà assumere come riferimento il trentesimo giorno successivo a quello di notifica del pvc che, laddove lo stesso cada nel 2015, potrà intercettare la nuova possibilità di definizione parcellizzata dei rilievi contenuti nell’atto.

E, nell’ambito di tale parcellizzazione, rientra anche la scelta del comparto impositivo da chiudere con il nuovo ravvedimento al fine di sfruttare, in modo del tutto legittimo, i vantaggi dell’istituto come ridisegnato dalla legge di Stabilità per il 2015.

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