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Istat: rischio rallentamento per la crescita

I fattori statistici che confermano la ripresa economica sono chiari: migliora la produzione industriale (+0,3% tra dicembre e febbraio), si consolida il quadro occupazionale (+0,1% ovvero 17mila occupati in più nel I trimestre) e il numero dei contratti permanenti (+0,5%; +72mila) e si rafforza il potere d’acquisto delle famiglie. C’è poi la crescita superiore alle attese del Pil dell’area euro del primo trimestre (+0,6% il primo dato Eurostat diffuso a 30 giorni, da raffrontare al +0,3% del primo trimestre del 2015). Eppure, anche in questo quadro ottimistico, a febbraio l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana elaborato dall’Istat ha segnato una battuta d’arresto che suggerisce un rallentamento nel ritmo di crescita a breve termine.
A far pesare verso un rischio al ribasso delle stime è l’evoluzione del clima di fiducia, che in aprile segna un ulteriore calo nel comparto del commercio al dettaglio mantenendosi in altalena nel mondo delle imprese. Il verdetto Istat sulla crescita del primo trimestre lo conosceremo venerdì prossimo, sapendo che la crescita finora data per acquisti è dello 0,2% sulla base dei dati sull’ultimo trimestre dell’anno scorso (qualche giorno fa il servizio analisi macroeconomica dell’Ufficio di Bilancio ha stimato un +0,4% nel primo trimestre di quest’anno e un +0,2% per il secondo trimestre).
Ieri l’Istat nella quarta nota mensile dell’anno ha registrato un indice della produzione industriale, al netto delle costruzioni, ancora altalenante in aprile, con un marcato aumento in gennaio (+1,7% rispetto a fine 2015) seguito da un calo in febbraio (-0,6%). Sul fronte dei prezzi al consumo anche ad aprile, per il terzo mese consecutivo, la variazione tendenziale è stata negativa (-0,4%).
Ieri anche dal Bollettino economico della Bce sono arrivate indicazioni di miglioramento della congiuntura, con l’«attenuarsi» delle turbolenze finanziarie che hanno caratterizzato l’inizio dell’anno e «segnali di una stabilizzazione» dell’attività economica mondiale. La ripresa economica nell’area dell’euro, in particolare, «sta proseguendo, trainata dalla domanda interna, mentre la domanda estera «rimane debole» a causa del rallentamento dei mercati emergenti. A pesare sulla forza della ripresa, secondo l’Eurotower, è l’ancora insufficiente applicazione delle riforme strutturali da parte dei governi. E in questo contesto per l’Italia (ma anche per il Belgio) viene sottolineato che la correzione strutturale nel 2014 e 2015 secondo le previsioni dell’inverno scorso della Commissione Ue «è stata significativamente inferiore a quella richiesta dalla regola del debito (transitoria)». Per il nostro Paese l’aggiustamento strutturale dello 0,4% del Pil nel 2013 «è stato leggermente inferiore all’Mlsa (aggiustamento lineare strutturale minimo del saldo strutturale) se si considera il margine di scostamento dello 0,25% del Pil», si legge nel Bollettino, «tuttavia, nel 2014 e nel 2015 la differenza rispetto all’Mlsa è stata notevole».

Davide Colombo

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