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Istat: meno fiducia, rallenta la crescita. Ma Padoan: ottimista sull’economia  

Rallenta la crescita dell’economia italiana. E questo a prescindere dall’effetto Brexit. Lo dice la nota mensile Istat. «Prosegue la fase di crescita moderata sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell’attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni, in presenza di un recupero della redditività delle imprese e di un aumento dell’occupazione. Segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi. In questo quadro, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa, prospettando un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine». Il tutto, precisa l’istituto di statistica, tenendo conto che la stima è stata fatta prima del referendum che ha deciso l’uscita di Londra dall’Unione europea.

Va ricordato che l’Istat ha misurato in un più 0,3% la crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre del 2016 rispetto al trimestre precedente e, alla luce di questo risultato, in uno 0,6% l’aumento del Pil «acquisito» per quest’anno, cioè se nei successivi tre trimestri la crescita fosse zero. Il governo ha fissato nel Def, il Documento di economia e finanza, in 1,2% l’obiettivo di aumento del Pil nel 2016 e in 1,4% quello per il 2017. Anche questi numeri risalgono però a prima della Brexit. La scorsa settimana il centro studi di Confindustria ha rivisto al ribasso le proprie stime, tenendo conto del referendum nel Regno Unito: il Pil crescerà in Italia, secondo l’associazione imprenditoriale, solo dello 0,8% quest’anno e appena dello 0,6% nel 2017. Un’ulteriore conferma della frenata, non solo in Italia e a prescindere dalla Brexit, è arrivata dall’indice composito Markit, secondo il quale la «crescita del secondo trimestre dell’eurozona segna il valore più debole dalla fine del 2014». L’indagine «ha indicato una crescita del Pil di appena lo 0,3% del Pil» e «le incertezze legate a Brexit potranno indebolire la crescita nei prossimi mesi». «Siamo in una fase di volatilità e la Brexit ha aumentato questa volatilità», ma «sono ottimista sui fondamentali dell’economia italiana», commenta il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, mentre dall’opposizione Renato Brunetta attacca: «L’Italia rallenta per la cattiva politica del governo».

Sempre ieri il Tesoro ha diffuso i dati sulle entrate tributarie, aumentate del 2,7% nei primi 5 mesi dell’anno. Il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha invece lanciato l’allarme sul Ttip, il trattato commerciale tra Ue e Usa: «Secondo me salta perché siamo arrivati troppo lunghi sulla negoziazione». A rischio anche l’accordo col Canada, «perché manca la fiducia».

Enrico Marro

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