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Istat: crescita interrotta, prossimi mesi deboli

La crescita dell’economia nazionale s’è interrotta e gli indicatori anticipatori, negativi in luglio, promettono una fase di debolezza destinata a prolungarsi anche negli ultimi mesi dell’anno. La nota mensile dell’Istat, diffusa a soli tre giorni dai conti economici trimestrali che hanno confermato la crescita zero tra aprile e giugno con un calo del tendenziale dal +1% del primo trimestre al +0,8% attuale, lascia pochi margini di speranza. Sulla congiuntura italiana pesa la frenata dei consumi delle famiglie (+0,1% nell’ultimo trimestre), l’arretramento della spesa pubblica (-0,3%) e di quella per investimenti fissi lordi (-0,3%), quest’ultima determinata soprattutto dalla minore spesa per macchinari, attrezzature e altri prodotti (-0,8%). Il risultato è che l’apporto dei consumi finali nazionali e degli investimenti è stato nullo, lasciando alla sola domanda estera netta (+0,2%) il ruolo di debolissimo traino.
Secondo l’Istituto di statistica le prospettive di debolezza sui mesi a venire sarebbero confermate soprattutto dagli indicatori di fiducia delle imprese manifatturiere, in peggioramento nel mese di agosto, un calo accompagnato da una nuova contrazione della fiducia dei consumatori, sempre in agosto, dopo il parziale recupero di luglio:?«Da gennaio l’indicatore ha perso circa 9 punti – si legge nella nota Istat -. Le aspettative dei consumatori hanno segnato un generale peggioramento come sintesi di giudizi negativi sul clima economico e sulla disoccupazione».
Tornando alla contabilità nazionale, sul fronte delle risorse il calo di valore aggiunto più significativo resta quello dell’industria in senso stretto (-0,8%), piatta la variazione delle costruzioni (+0,1%) mentre in miglioramento rimane solo la variazione nel comparto dei servizi (+0,2%) a conferma di una fase espansi va che prosegue da cinque trimestri. In negativo tutti gli altri settori: attività finanziarie e assicurative(-0,6%), servizi di informazione e comunicazione e la Pa, difesa, istruzione e sanità (-0,2%). Incrementi significativi riguardano invece le attività professionali e di supporto (+0,5%), il commercio, il trasporto e l’alloggio (+0,4%) e le attività immobiliari (+0,4%).
La nota fotografa come di consueto le ultime dinamiche del mercato del lavoro, che a luglio ha segnato una battuta di arresto con un calo degli occupati totali (-63mila; -0,3%) dopo quattro mesi consecutivi di aumento, mentre le retribuzioni fisse lorde sono rimaste stabili rispetto a giugno. Con l’economia in avvitamento anche la dinamica dei prezzi non cambia:?anche in agosto le variazioni degli indici avrebbero confermato per il settimo mese consecutivo la deflazione in atto (-0,1% l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), mentre l’inflazione di fondo oscilla attorno allo 0,5% dal dicembre scorso. Anche sul fronte prezzi le aspettative degli operatori non migliorano, soprattutto tra le imprese che non vedrebbero nei mesi a venire inversioni di tendenza.
In questo quadro di incertezza e debolezza, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in peggioramento ad agosto, è sceso sotto quota 100 per la prima volta da febbraio 2015. Gli indici di diffusione della crescita congiunturale di manifattura e servizi «segnalano ancora una percentuale superiore al 50% di settori in espansione, anche se la quota risulta in diminuzione rispetto ai trimestri precedenti». Gli indicatori anticipatori segnano un rallentamento delle prospettive di crescita anche per l’area euro. L’economic sentiment indicator ha registrato una lieve diminuzione in agosto. E l’indice Eurocoin di Bankitalia è rimasto invece sostanzialmente invariato rispetto a luglio. Il 23 settembre saranno diffusi i dati sui conti nazionali 2015, mentre entro il 27 sono attese le nuove previsioni macroeconomiche del Governo nella Nota di aggiornamento al Def.

Davide Colombo

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