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Istanze sui Sostegni, super lavoro alle Entrate

Istanze sui Sostegni e credito di imposta ricerca e sviluppo, superlavoro negli uffici dell’Agenzia delle entrate che rischiano di fare verifiche con strumenti limitati.

Le pratiche sui Sostegni, con accrediti sui conti correnti a partire dall’8 aprile, sono lavorate senza un piano su misura, assieme ai carichi di lavoro ordinari, con il rischio che la pianificazione dello smaltimento dei lavori sia affidata alla sensibilità e discrezionalità dei dirigenti dei singoli uffici. «Le pratiche vengono espletate da varie articolazione degli uffici, a seconda delle decisioni dei dirigenti», scrive in una nota inviata con la richiesta di un incontro urgente, a Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Patricelli, coordinatore di Flp (sigla sindacale dei lavoratori dell’Agenzia), «ma nel programma di consuntivazione ARIA non c’è traccia di questa attività e le ore dedicate a questa lavorazione vengono imputate alle normali attività di istituto di coloro che lavorano le pratiche. È chiaro che ne risulta una discrasia», osserva Patricelli, «tra le ore consuntivate ai colleghi e il numero di pratiche lavorate in quanto, ad esempio, se un lavoratore addetto all’attività di accertamento utilizza metà delle sue ore per lavorare contributi a fondo perduto si troverà con un numero di prodotti consuntivati inferiore visto che la lavorazione aggiuntiva non viene considerata». Un mancato coordinamento che rischia, dunque, di ingolfare il lavoro negli uffici per l’analisi e la spettanza dei sostegni. Verifiche e istanze che per i tempi stretti devono essere esaminate con la massima celerità, come del resto ha dato prova in passato l’Agenzia con lo smaltimento a tempo di record delle istanza dei contributi a fondo perduto da giugno in avanti.

Inoltre, per quanto riguarda l’analisi delle domande sul credito di imposta ricerca e sviluppo è cambiato il metodo di valutazione per il riconoscimento dell’agevolazione. L’Agenzia delle entrate deve fare una valutazione della sussistenza del requisito della ricerca e dello sviluppo del bene oggetto di credito di imposta. In questo modo, con verifiche non solo formali ma sostanziali, è stato possibile bloccare molte domande per agevolazioni in ricerca e sviluppo che si sono rivelate essere delle vere e proprie frodi.

Ma il lavoro dei funzionari degli uffici non si limita solo, in questo caso, alle analisi delle banche dati di diretta gestione e accesso dell’amministrazione. Per la verifica si va anche su ricerche di settore economico e merceologico per cui è fondamentale l’uso di internet e l’accesso di altre banche dati. Ma l’Agenzia delle entrate non consente gli accessi a internet ai dipendenti, a meno di procedure di autorizzazioni dei capi team e dirigenti, questo si traduce spesso in ricerche a titolo personale con il traffico dati personale dei singoli dipendenti e sembra paradossale di fronte al lancio del progetto finanziato dall’Unione europea dei controlli fiscali con i big data e gli algoritmi.

«L’attività, molto più complessa, ha inizio con l’invio di un invito al contribuente finalizzato all’acquisizione di tutta la documentazione relativa al progetto di ricerca (Relazione tecnica, fatture e prospetti di calcolo relativi a ai costi sostenuti, certificazioni ecc.)», riassume Flp nella nota inviata al direttore Ruffini «onde procedere successivamente con l’esame della documentazione prodotta e con l’analisi del settore di appartenenza del soggetto, finalizzata a comprendere lo stato dell’arte dello stesso. Sulla base delle indicazioni ricevute, infatti, i controlli del credito d’imposta per ricerca e sviluppo devono prioritariamente riguardare le attività verificandone la loro ammissibilità e cioè che si tratti di attività con contenuti di ricerca e sviluppo nell’accezione rilevante agli effetti del credito d’imposta. Per effettuare tale istruttoria complessa è indispensabile la disponibilità dell’accesso a internet, la quale però nella quasi totalità degli uffici è negata ai funzionari e riservata a capi-team, capi area e superiori. È appena il caso di ricordare che la responsabilità per eventuali crediti di imposta concessi a seguito di istruttorie insufficienti ricadrebbe sul singolo funzionario, come già sperimentato in passato con le esenzioni Iva dei veicoli di importazione, per le quali l’Agenzia ha provveduto a fare numerose segnalazioni alla Corte dei conti anche in assenza di istruzioni e quindi di responsabilità dei singoli funzionari». Per questa ragione nelle richieste inviate al direttore delle Entrate Flp chiede che si sblocchi l’utilizzo di internet sul posto di lavoro per tutti i dipendenti.

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