Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Istanze di ingiunzione solo online da oggi

È arrivato il D-day del processo civile telematico. Infatti, per le cause che inziano da oggi, lunedì 30 giugno, avvocati e consulenti tecnici, oltre a curatori, commissari giudiziali e liquidatori dovranno depositare gli atti processuali e i documenti solo in via telematica. Vanno online, inoltre, tutti gli atti di parte e i provvedimenti dei magistrati nei procedimenti per decreto ingiuntivo (per la fase monitoria), anche se già avviati.
L’ambito di applicazione
In generale, la data di oggi segna l’avvio del processo civile telematico solo per le “nuove” cause. Per i procedimenti già iniziati, invece, l’addio alla carta si sposta in avanti di qualche mese.
Il decreto legge 90/2014, in vigore dal 25 giugno scorso, prevede infatti che per le cause in corso il canale digitale diventerà obbligatorio dal 31 dicembre 2014; fino ad allora resterà facoltativo, tranne che nei tribunali dove si deciderà – con decreto del ministro della Giustizia – la partenza anticipata dell’obbligo.
Non c’è solo il discrimine tra “vecchie” e “nuove” cause. Il decreto legge 179/2012, che contiene le norme sulla giustizia digitale (all’articolo 16 e seguenti), dispone che il deposito telematico sia obbligatorio «nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale ordinario». Sono quindi coinvolte le cause civili discusse in tribunale, in composizione monocratica o collegiale, sia quando il tribunale è chiamato a giudicare in primo grado, sia quando è giudice di appello delle sentenze del giudice di pace.
I processi di fronte alla Corte d’appello, invece, diventeranno telematici dal 30 giugno 2015: anche in questo caso, l’obbligo potrà essere anticipato dal ministro della Giustizia con un decreto.
Per quel che riguarda in particolare gli avvocati, vanno depositati in via telematica gli atti processuali e i documenti presentati «da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite».
Si tratta quindi di tutti gli atti di parte successivi a quelli di prima costituzione. Sono quindi per ora esclusi l’atto di citazione o il ricorso introduttivi del giudizio e la comparsa di costituzione. Mentre ricadono nell’obbligo, ad esempio, le memorie integrative o autorizzate, le memorie indicate dall’articolo 183, comma 6, del Codice di procedura civile, le comparse conclusionali e le note di replica.
Un regime a parte è stato fissato per il procedimento per decreto ingiuntivo: da oggi la fase monitoria passa online per intero (domanda al giudice e deposito del provvedimento da parte del giudice stesso), sia se si tratta di procedura già avviata, sia se deve ancora iniziare. Il giudizio di opposizione, invece, segue le regole generali fissate per i giudizi ordinari.
Come funziona
Gli avvocati alle prese con il nuovo obbligo devono innanzitutto tenere a mente che, per poter essere depositato telematicamente, l’atto deve essere in formato pdf testuale. Questo formato si ottiene attraverso la conversione (e non la scansione) del file originato dal programma di videoscrittura che si utilizza.
In pratica, utilizzando il “redattore” (si veda anche l’articolo pubblicato in basso), ci si accredita presso il punto di accesso all’infrastruttura del processo civile telematico digitando il pin relativo al certificato di autenticazione della smart card o businnes key. A questo punto, si seguono le indicazioni a video, e si compilano, via via, gli ulteriori campi che il sistema propone.
Questi campi, in genere, riguardano:
– i dati identificativi della parte assistita;
– la sua posizione nel procedimento (ad esempio, attore o convenuto);
– i codici relativi all’oggetto e alla materia della controversia;
– il tipo di atto da depositare (da scegliere in un menu a tendina);
– l’ufficio giudiziario, la sezione, il giudice designati per il procedimento, decisivi per indirizzare correttamente la busta.
Occorre poi seguire le indicazioni proposte man mano dal sistema: che suggerisce di includere nella busta l’atto da depositare (e gli eventuali documenti) e indica come farlo; evidenzia l’esistenza di atti o file da firmare digitalmente (digitando nello spazio il pin della firma digitale); indica come generare la busta. Questa, una generata va inviata dalla Pec del legale a quella dell’ufficio giudiziario dove il deposito deve essere formalizzato.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa