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Istanza ad hoc per il credito

Apposita istanza per l’ottenimento del credito d’imposta relativo al rafforzamento patrimoniale delle pmi. Monitoraggio circa il rispetto delle soglie previste dalle disposizioni Ue con riguardo alle modifiche temporanee per gli aiuti di Stato in epoca Covid. Utilizzo del credito in compensazione con modello F24 presentato solo tramite i canali telematici predisposti dall’Agenzia delle entrate. Queste le principali novità del decreto Mef 10 agosto scorso (si veda ItaliaOggi di ieri) sulla misura agevolativa di cui all’art. 26 del decreto rilancio.

Il rafforzamento patrimoniale. Nel dl 34/2020 è stata prevista una specifica misura finalizzata al rafforzamento patrimoniale delle pmi, che consente di ottenere un credito d’imposta a fronte di aumenti di capitali a pagamento sia per coloro che li effettuano (nel rispetto, tra le altre condizioni richieste che l’investimento massimo ammissibile non sia superiore a 2 milioni di euro) che per le società conferitarie. Senza ripercorrere in dettaglio la strutturazione della norma primaria e tutti i requisiti richiesti, è opportuno comunque ricordare che nonostante il presupposto comune ad entrambe le fattispecie del credito d’imposta sia l’aumento del capitale sociale a pagamento, variano notevolmente le condizioni e i requisiti, potendo ben darsi nella pratica situazioni nelle quali non vi sia coincidenza, con la conseguenza che l’agevolazione fiscale in questione non spetti a tutti i soggetti potenzialmente interessati (conferenti e conferitari).

Il decreto Mef. L’art. 26 decreto rilancio rimandava l’applicazione della disposizione in questione ad un successivo decreto Mef che aveva il compito di rendere noti alcuni aspetti di carattere operativo. Tale disposizione ministeriale è stata emanata lo scorso 10 agosto e prevede in entrambe le fattispecie di credito d’imposta (ovvero per i conferenti e i conferitari) la previa presentazione di apposita istanza da inoltrare all’Agenzia delle entrate. Il contenuto delle stesse varia in funzione del soggetto che intende accedere al beneficio; il conferitario sarà infatti tenuto ad indicare il codice fiscale della conferitaria, oltre all’importo del conferimento effettuato e del credito d’imposta ammissibile, nonché l’importo degli aiuti di Stato non eventualmente rimborsati in esecuzione delle decisioni della Commissione Ue. Inoltre, qualora il conferitario sia una società, sarà necessario attestare che la stessa non controlla (direttamente o indirettamente) la conferitaria, né di essere sottoposta a comune controllo o di essere a questa collegata, o da essa controllata. Bisogna evidenziare che alla data odierna non risulta ancora essere disponibile il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate per il modulo necessario all’istanza con il quale potrebbero essere richiesti ulteriori dati.

La conferitaria. Qualora siano verificate le condizioni sostanziali richieste per l’accesso al credito d’imposta da parte della conferitaria, quest’ultima sarà anch’essa tenuta alla presentazione di una preventiva istanza in cui indicare la perdita ammissibile (che rappresenta il parametro principale di determinazione del beneficio), il credito d’imposta richiesto. Inoltre sarà necessario riportare il credito d’imposta riconosciuto in favore degli investitori, oltre ad attestare sia il rispetto delle misure contenute nel quadro temporaneo Ue per gli aiuti Covid che eventuali rimborsi per aiuti di Stato non rimborsati in esecuzione di decisione della Commissione Ue. Ulteriori informazioni potranno essere richieste in seguito alle previsioni contenute nel provvedimento delle Entrate.

Il monitoraggio degli aiuti. Dal decreto Mise emerge una particolare attenzione ai meccanismi di controllo del rispetto delle soglie stabilite a livello comunitario per gli aiuti necessari a fronteggiare l’emergenza. A questo proposito, viene infatti richiesti che a pena di decadenza l’investitore che intende utilizzare la misura di cui all’art. 26 del dl 34 si procuri preventivamente dalla società conferitaria (oltre alla delibera di aumento di capitale), una attestazione firmata dal legale rappresentante con cui si dichiara di non avere superato i limiti prefissati dal quadro temporaneo degli aiuti Ue, indicando la misura massima del credito fruibile dai singoli conferenti (qualora potenzialmente si possa dare il caso di superamento delle soglie). Viene inoltre previsto che in caso di accoglimento dell’istanza, gli investitori consegnino alla conferitaria una dichiarazione contenente l’ammontare del credito ottenuto, al fine di verificare il rispetto delle misure comunitarie. La conferitaria che presenta istanza per l’agevolazione, dovrà riportare nella stessa, l’ammontare dei crediti d’imposta riconosciuti ai singoli conferenti, indicando i rispettivi codici fiscali, oltre ad acquisire preventivamente dagli stessi una dichiarazione relativa al credito d’imposta riconosciuto.

Il credito. Le istanze presentate riceveranno una risposta di accoglimento o diniego entro trenta giorni dalla presentazione e rileverà l’ordine cronologico di presentazione ai fini della verifica dell’esaurimento risorse previste per il beneficio. I conferenti potranno usare il credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi nel periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento e nei successivi (fino ad esaurimento dello stesso). Alternativamente sarà possibile utilizzarlo in compensazione mediante presentazione dell’F24 esclusivamente tramite i canali telematici predisposti dall’Agenzia, entro il decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento. Per i conferitari il credito d’imposta sarà fruibile (con F24 mediante canali telematici dell’Agenzia) dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa la periodo d’imposta in cui l’investimento è stato fatto.

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