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Ispezioni, no alla riforma

L’Inps boccia la riforma delle ispezioni: è costosa, inefficiente e poco strategica. A sostenerlo è Tito Boeri, ieri, durante l’audizione al senato sullo schema di dlgs di attuazione del Jobs act per la razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e contribuzione.

Creare un nuovo ente pubblico (l’Ispettorato nazionale del lavoro), per il presidente dell’Inps, creerebbe più problemi che soluzioni: meglio l’accentramento degli ispettori presso l’Inps e l’istituzione di una cabina di regia.

Di principio, tuttavia, l’Inps non è contrario allo spirito della riforma, quello cioè di unificare l’azione ispettiva. Soprattutto alla luce degli ultimi dati sul lavoro nero. Secondo l’Istat, infatti, l’evasione contributiva ha un valore di 102 miliardi di euro e rappresenta il 37% del lavoro sommerso. Peraltro, la lunga recessione ha lasciato in eredità un forte aumento dell’economia informale, tra cui il fenomeno del versamento parziale dei contributi (un quinto del lavoro a part-time nel 2014 avrebbe, in realtà, mascherato rapporti di fatto a tempo pieno). Per questi motivi, dunque, l’Inps condivide l’esigenza di unificare l’azione ispettiva proprio allo scopo di uniformare i poteri di vigilanza degli ispettori delle tre diverse amministrazioni che svolgono le attività ispettive (ministero del lavoro, Inps e Inail), evitare complicati flussi informativi tra i diversi organi coinvolti e ovviare alle possibili duplicazioni di interventi.

Ciò che l’Inps non condivide è la soluzione: l’istituzione del nuovo e specifico ente pubblico, l’Ispettorato nazionale del lavoro. Non condivide perché la creazione di nuova agenzia non avrebbe che l’effetto di risultare costosa e inefficiente, oltre a lasciare l’attività strategica in sospeso per lungo tempo. E anzi sospetta di peggio: il condizionamento politico-elettorale. Si chiede, infatti, se la ratio della costituzione dell’agenzia non sia proprio quella di garantire un più forte controllo politico e di indirizzo sulle attività ispettive (ricordando che «vi sono non poche ragioni per tenere l’attività ispettiva lontana da condizionamenti politico-elettorali»).

La proposta alternativa dell’Inps è di integrare tutti i servizi ispettivi del ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail, senza creare una nuova infrastruttura, ma presso l’Inps che si dice subito disponibile ad accogliere al suo interno gli ispettori delle altre amministrazioni, a dare loro supporto sul piano amministrativo, informatico e formativo. Un passaggio, aggiunge l’Inps, che potrebbe accompagnarsi a un potere specifico del ministero sul corpo degli ispettori nel suo complesso. Se questa scelta dovesse risultare di difficile attuazione nell’immediato, l’Inps vede utile l’istituzione di una cabina di regia che, costituita dai rispettivi rappresentanti degli enti coinvolti, consenta di condurre e governare una fase temporanea di coordinamento delle amministrazioni interessate, avvalendosi della dorsale informatica disponibile presso l’Inps.

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