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Ispezione Consob in Banca Imi

Una pattuglia di ispettori della Commissione di controllo guidata da Giuseppe Vegas si è presentata ieri negli uffici milanesi di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) chiedendo l’acquisizione di una serie di documenti legati ad alcune operazioni su cui la vigilanza intende fare luce. 
A quanto trapela si tratterebbe di carte che si riferiscono a operazioni nel corso delle quali la Banca guidata da Mauro Micillo avrebbe svolto un ruolo di advisor. In particolare la richiesta di accesso si riferirebbe all’aumento di capitale da 500 milioni di euro della Cattolica assicurazioni chiuso a fine novembre del 2014, operazione assistita da un consorzio di garanzia formato proprio da Banca Imi insieme a Mediobanca. Nelle settimane successive all’annuncio della ricapitalizzazione il titolo della compagnia aveva subito una significativa flessione a a Piazza Affari. Il nove settembre 2014 veniva scambiato in borsa a 10,18 euro, il 13 ottobre il prezzo era già calato drasticamente a 7,67. Si era stabilizzato il 5 novembre a 7,42 euro e il 13 novembre era nuovamente calato a 4,94 euro. Una discesa di una certa rilevanza che provocò anche la sospensione del titolo per eccesso di ribasso. Un’emorragia che ebbe termine anche grazie all’annuncio della Banca popolare di Vicenza che manifestò l’intenzione di incrementare la propria presenza all’interno del capitale della Cattolica, portandola al 15,07 %. È plasubile, dunque, che l’authority voglia chiarire che su quella partita non si innescarono movimenti speculativi.
Anche perché in quella fase la divisione di analisi di Banca Imi (pur se separata da quella operativa da muri cinesi invalicabili) si trovò ad aggiornare il target price del titolo (il prezzo obiettivo) portandolo da circa 15 euro a 7,8. L’aumento di Cattolica in ogni caso si chiuse positivamente. L’intervento del consorzio di garanzia non si rese necessario: alla chiusura dell’operazione risultò sottoscritto il 99,5% delle azioni per un controvalore di 496,98 milioni di euro. L’inoptato fu poca cosa: 2,4 milioni di euro.
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