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Ispezione Bie: Expo avanti bene

I vertici della società Expo riflettono sull’opportunità – e sulle modalità – di sospendere dai lavori delle vie d’acqua l’impresa Maltauro, il cui responsabile Enrico Maltauro è finito in carcere con l’accusa di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. E intanto ieri il segretario del Bie Vincente Loscertales è arrivato a Milano, richiamato dal clamore dell’inchiesta giudiziaria di questi giorni, per visitare i cantieri del sito espositivo di Rho.
Due le ragioni sostanziali della visita di Loscertales: valutare la possibilità di una semplificazione del progetto, togliendo ciò che lui stesso definisce «il superfluo», e dare al contempo un messaggio positivo proprio a seguito dello scandalo tangenti che ha travolto l’evento universale del 2015: «Non ci saranno ripercussioni negative – ha spiegato il numero uno del Bie – non c’è stato ad esempio un impatto negativo sulla stampa internazionale, che si è limitata alla cronaca di quanto successo. E comunque, nei prossimi giorni invierò una lettera a tutti i Paesi partecipanti con tutte le informazioni su quanto avvenuto».
Il segretario del Bureau international des expositions quindi conferma la scelta di Milano e dell’Italia per l’Expo del 2015: «Quando è stata scelta l’Italia ero molto contento perché conosco la creatività e il senso della bellezza italiani. Ma conosco anche l’altra faccia della medaglia e quindi sapevo che il futuro sarebbe stato un pò movimentato. Nonostante questo non mi sono pentito dell’assegnazione a Milano dell’edizione 2015, farla in Italia è un lusso».
Per quanto riguarda i cantieri Loscertales spiega anche che «le cose vanno bene, se abbiamo perso tempo in passato oggi siamo invece nelle condizioni di farlo. Si vede che le cose sono controllate, sarà un sito molto bello».
Il numero uno del Bie ha quindi visionato i progetti dei padiglioni dei Paesi partecipanti e ha affrontato con la squadra di Expo l’ipotesi di semplificare il progetto complessivo per arrivare in tempo all’inaugurazione. «Semplificare il progetto non vuol dire amputarlo – ha precisato -. Bisogna evitare tutto quello che senza aggiungere nulla di significativo può rallentare i lavori: dagli eventi ad alcune aree tematiche agli orpelli».
La società ora dovrà anche correre ai ripari nelle questioni pratiche che si stanno ponendo in queste ore. Prima di tutto, come detto, la valutazione su come muoversi nei confronti della Maltauro, che attualmente sta svolgendo i lavori per le vie d’acqua, per un importo di 160 milioni, e per le architetture di servizi, per altri 67 milioni. La Maltauro potrebbe essere sospesa per non compromettere l’immagine dell’esposizione universale, ma essendo a capo di un’Ati, altre imprese più piccole si troverebbero a pagare colpe non commesse, cosa che la società di gestione vorrebbe evitare. Inoltre c’è la questione dei tempi per bandire un’altra gara. La società guidata dal commissario unico Giuseppe Sala sta dunque valutando la possibilità di far subentrare in modo rapido la seconda classificata, riuscendo a evitare allungamenti del cronoprogramma. Un puzzle complicato.
Oltre a questo ci sarà da intervenire rapidamente anche nella ristrutturazione di altri contratti. Sembra infatti che la Mantovani, che sta realizzando la piastra, e la Cmc di Ravenna, che sta effettuando la rimozione delle interferenze, stiano chiedendo un aumento del budget a loro disposizione per la velocizzazione dei lavori, così da vanificare il ribasso d’asta proposto durante le gare, per entrambe pari a circa il 40 percento. Questo significa che Expo dovrebbe pagare circa 160 milioni in più (120 per la piastra e 40 per le interferenze) non previsti un anno e mezzo fa. E anche in questo caso, la ristrutturazione dei contratti comporta tempi e burocrazia.

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