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Isee a ostacoli sui conti correnti

Estratti conto da ritrovare in fondo ai cassetti, numeri creditori da individuare sui documenti contabili, somme e divisioni da fare con calcolatrice alla mano e una buona dose di pazienza. Determinare la giacenza media annua del conto corrente necessaria per ottenere l’Isee non può certo essere considerata una semplificazione. Ma la buona notizia è che questo dato potrà essere richiesto direttamente allo sportello bancario o all’ufficio postale.
È in arrivo, infatti, una circolare Abi che attuerà quanto previsto in un accordo tra l’Associazione bancaria, le Poste e il ministero del Lavoro e delle politiche sociali: i cittadini che vorranno farsi calcolare l’Isee per accedere a una prestazione agevolata potranno evitare il calcolo rompicapo della giacenza media richiedendo il dato direttamente alla propria banca. Con questa mossa il ministero risponde a chi teme che la compilazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) necessaria per ottenere l’Isee diventi troppo complessa.
In realtà, le modifiche ai parametri richiesti per l’indicatore della situazione economica delle famiglie si sono rese necessarie per evitare dichiarazioni infedeli attraverso cui i “furbetti” dell’Isee sono riusciti ad accaparrarsi agevolazioni pur non avendone diritto, sottraendo questi aiuti a famiglie più bisognose.
Tra i dati che bisognerà autodichiarare viene quindi inserito anche quello della giacenza media del conto corrente proprio per pesare meglio la ricchezza delle famiglie: il solo dato del saldo a fine anni, infatti, rischiava di essere un parametro ingannevole dal momento che bastava prelevare tutti i risparmi dal conto per risultare meno abbiente. Sia il dato sulla giacenza media sia quello sul saldo vanno inseriti nella dichiarazione sostitutiva da presentare all’Inps o all’ente erogatore del servizio per il quale si chiede l’agevolazione.
«Nel corso del prossimo anno – annuncia Raffaele Tangorra, direttore generale per l’Inclusione e le politiche sociali del ministero del Lavoro – interverrà una ulteriore semplificazione che renderà automatico l’ottenimento di queste informazioni attraverso l’anagrafe tributaria, senza quindi più bisogno dell’autodichiarazione del cittadino». Autodichiarazione che, almeno nei primi mesi del 2015, sarà necessaria in quanto dall’anagrafe tributaria sarà solo possibile verificare che il cittadino non abbia altri conti correnti non dichiarati, ma non il loro ammontare. «Dopo la presentazione della Dsu – spiega Tangorra – ci saranno dei controlli ex post e, nel caso in cui vengano riscontrate anomalie tra quanto dichiarato e quanto invece censito dall’anagrafe tributaria, sarà chiesto al cittadino di correggere la dichiarazione».
Il controllo incrociato tra le dichiarazioni e l’anagrafe tributaria permetterà di stanare conti non dichiarati ai fini Isee, «pratica molto comune fino a qualche tempo fa – racconta Tangorra –, basti pensare che al Sud il 90% dei nuclei familiari che richiedevano l’Isee dichiarava di non avere alcun conto bancario, dato smentito dalla Banca d’Italia». Nella dichiarazione sostitutiva andranno inserite anche le informazioni sui conti titoli, che rappresentano un ulteriore parametro utile a pesare la ricchezza della famiglia.
Un’altra novità riguarda la franchigia sulla componente mobiliare del patrimonio che viene adesso articolata in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare: più la famiglia è numerosa e più alta sarà la franchigia. Il nuovo Isee così calcolato impone, però, anche un adeguamento delle soglie di accesso alle prestazioni agevolate erogate a livello locale: per tenere conto delle variazioni intervenute nell’indicatore gli enti dovranno adesso rivedere tutti i regolamenti. E dovranno farlo il tempi stretti, visto che il decreto sul nuovo indicatore entra in vigore il 1° gennaio.
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