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Isa, un regime premiale per pochi

Indicatori sintetici di affidabilità fiscale: il premiale Isa è la Superlega del fisco. Si tratta infatti di un regime che pochi contribuenti riescono a raggiungere per effetto dei punteggi ottenuti in termini di affidabilità fiscale. Come si evince dai dati relativi all’anno 2019, recentemente diffusi dall’Agenzia delle entrate, il 62% circa dei contribuenti che applicano gli Isa è rimasto infatti escluso dai benefici dello specifico regime perché non è riuscito a raggiungere il punteggio minimo di accesso pari a 8.

Nello specifico il 30,10% dei contribuenti ha conseguito punteggi inferiori a 6, acquisendo la qualifica di inaffidabilità fiscale, mentre il 31,59% è compreso nella fascia di punteggi fra 6 e meno di otto che costituisce una sorta di limbo fiscale, all’interno del quale si è sostanzialmente affidabili ma non si merita alcun beneficio.

Di contro, ovviamente, troviamo un 38,31% di soggetti che, con punteggi pari o superiori a 8, sono considerati affidabili fiscalmente e meritevoli dei benefici connessi allo specifico regime premiale.

I dati confermano, quasi integralmente, i risultati per l’annualità 2018, con una leggera diminuzione dei soggetti fiscalmente affidabili che in tale annualità erano stati pari al 39,40%.

Esaminando in dettaglio la composizione per categorie economiche dei soggetti con punteggi Isa pari o superiori a 8 si scopre che i professionisti rappresentano il comparto con le maggiori percentuali. Nel 2019 infatti il 51% dei liberi professionisti ha ottenuto punteggi Isa pari o superiori a 8 garantendosi così il diritto ai benefici del regime premiale.

Rimanendo nell’ambito delle attività professionali si scopre inoltre che, sempre nel 2019, soltanto il 20% dei professionisti ha ottenuto un punteggio di inaffidabilità fiscale mentre il 29% ha ottenuto un punteggio da 6 a meno di 8.

Nella fascia di punteggi di inaffidabilità fiscale (maggiori o uguali a 1 e 6) la categoria più penalizzata è invece l’agricoltura con il 42% dei contribuenti, seguita da manifatture e servizi entrambe con il 33%.

Per quanto riguarda invece il regime premiale per l’annualità 2020, l’Agenzia delle entrate sembra, nel provvedimento diramato ieri, orientata a ripetere quanto già sperimentato per lo scorso anno. Oltre al punteggio singolo misurato sull’annualità 2020 si potrà accedere ai benefici del regime premiale di prossima emanazione, anche per effetto della media semplice dei punteggi 2019 e 2020.

La possibilità di utilizzare i punteggi 2019, annualità non ancora interessata dagli effetti della pandemia, dovrebbe facilitare, almeno nelle intenzioni dell’amministrazione finanziaria, l’accesso dei contribuenti al regime premiale.

In realtà questo effetto sperato potrebbe risultare vanificato dal fatto che il punteggio medio richiesto per l’accesso al regime premiale è quasi sempre più elevato di quello singolo. Si prenda, tanto per fare un esempio, i benefici relativi all’esonero, fino a certi importi massimi, dall’apposizione dei visti di conformità in relazione ai crediti Iva e per imposte dirette. Mentre il singolo punteggio richiesto per l’annualità 2020 è 8, nel caso di utilizzo della media 2019/2020, il risultato dovrebbe attestarsi almeno a 8,5 per poter consentire il conseguimento del beneficio.

Sul fronte degli Isa l’annualità 2020 resta comunque un’incognita. Le varie cause straordinarie di esclusione, previste per agevolare i contribuenti più danneggiati dall’emergenza Covid, ridurrà notevolmente la platea degli interessati rendendo ancora meno appetibile il relativo regime premiale.

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