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Isa, la proroga al 15 settembre non modifica l’agenda delle rate

Agenda delle scadenze da rifare per i contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) e gli altri «collegati», dopo le modifiche al Dl 73, il Sostegni bis. Il decreto ieri è ritornato in commissione alla Camera, per alcune correzioni formali chieste dalla Ragioneria.

La proroga, che allunga al 15 settembre 2021 i termini dei pagamenti in scadenza ordinaria dal 30 giugno al 31 agosto 2021, riguarda i contribuenti soggetti agli Isa e gli altri «collegati», quali, ad esempio, i soci di società di persone e quelli delle società a responsabilità limitata in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari, nonché i contribuenti forfettari e i minimi. Restano fermi gli ordinari termini del 30 giugno (scaduto) o dal 1° al 30 luglio 2021 con lo 0,40% in più, per gli altri contribuenti.

La norma, che sposta al 15 settembre 2021 i pagamenti dei contribuenti Isa e collegati, che scadono dal 30 giugno al 31 agosto, senza lo 0,40% in più (si veda Il Sole 24 Ore del 10 luglio), costringe, per chi paga a rate, a rifare il calcolo degli interessi, tenendo conto delle scadenze scelte con il primo pagamento in agenda al 30 giugno 2021 o dal 1° luglio al 30 luglio 2021, con lo 0,40% in più. Insomma, deve fare il calcolo degli interessi, ma solo sulle rate da pagare dopo il 15 settembre 2021, lasciando inalterato il piano di rateazione scelto. Questo perché la proroga del 2021, che sposta al 15 settembre i pagamenti in scadenza dal 30 giugno al 31 agosto, cancellando lo 0,40% in più, è diversa dalle precedenti. Fino allo scorso anno, si prorogava il termine della prima scadenza dei versamenti e, successivamente, si faceva il calendario delle scadenze e delle rate, in considerazione del primo pagamento eseguito nel nuovo termine prorogato, “accorciando” il numero delle rate e rideterminando gli importi sulla base del nuovo piano di rateazione. Ad esempio, se il termine del 30 giugno veniva prorogato al 30 settembre, il contribuente che intendeva pagare a rate, rideterminava gli importi delle rate e degli interessi, pagando la prima rata entro il 30 settembre. Le altre rate, se era titolare di partita Iva, potevano essere rateate con scadenza al 16 ottobre e al 16 novembre. La massima rateazione era quindi di tre rate, in quanto la proroga al 30 settembre “accorciava” il numero delle rate. Il differimento del termine per il primo pagamento non escludeva la possibilità di pagare con lo 0,40% entro i trenta giorni successivi.

La proroga del 2021, in deroga a quanto disposto dall’articolo 17, comma 2, del Dpr 435/2001, proroga i pagamenti al 15 settembre 2021 senza alcuna maggiorazione, con conseguente cancellazione dello 0,40% in più. Diversamente dalle precedenti proroghe, quella del 2021 lascia inalterato il piano di rateazione scelto dal contribuente, sia se ha deciso di pagare la prima rata entro il 30 giugno 2021 o dal 1° luglio al 30 luglio 2021 con lo 0,40% in più. Ad esempio, un contribuente soggetto Isa, titolare di partita Iva, che ha scelto un piano di rateazione in sei rate a partire dal 30 giugno 2021, può mantenere lo stesso piano di rateazione, ma senza pagare interessi e senza lo 0,40% in più, per le tre rate in scadenza dal 30 giugno al 31 agosto 2021 (prima rata il 30 giugno, seconda il 16 luglio e terza il 20 agosto). Dovrà pagare le altre tre rate il 16 settembre, il 16 ottobre e il 16 novembre. Su queste ultime tre rate dovrà calcolare gli interessi del 4% annuo, a partire dalla rata in agenda il 16 settembre 2021. In proposito, sono attesi e urgenti i chiarimenti delle Entrate.

Considerato che la proroga sarà pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» dopo la prima metà di luglio, qualche contribuente avrà già pagato importi con lo 0,40% in più, per i pagamenti in scadenza ordinaria dal 1° al 30 luglio 2021. Lo 0,40 per cento, però, non è più dovuto per i pagamenti in agenda dal 30 giugno 2021 al 31 agosto 2021. Questi contribuenti potranno recuperare l’eventuale maggiorazione dello 0,40%, riducendo gli importi successivi, se hanno scelto di pagare a rate. Diventa invece più complicato recuperare gli interessi per i contribuenti che, avendo scelto un piano a rate con prima scadenza al 30 giugno 2021, hanno già pagato qualche rata con l’aggiunta degli interessi. In questa confusione, il rischio è che vengano beffati i contribuenti più diligenti.

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