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Irlanda, Olanda e Lussemburgo Aiuti di Stato alle multinazionali

«Aiuto di Stato SA.38375 (2014/C) (ex 2014/NN) (ex 2014/CP). Lussemburgo. Aiuto presunto in favore della Fiat Finance and Trade (FFT)». 
Inizia così, nel più tipico dei criptolinguaggi Ue, la lettera inviata dalla Commissione Europea al governo («signor ministro») del Lussemburgo, sulle presunte facilitazioni fiscali concesse dal granducato alla stessa FFT, in violazione delle norme europee sugli aiuti di Stato.
Una lettera simile è stata inviata all’Irlanda (sui presunti favoritismi concessi alla multinazionale Apple) e all’Olanda (accordi con Starbucks). Missive inviate a giugno, con l’apertura dell’indagine, ma pubblicate ieri in un rapporto dell’Antitrust che dà conto delle investigazioni compiute finora. E soprattutto, forse in risposta alle molte polemiche già nate sul tema, spiega le motivazioni originarie dell’azione legale: l’ipotesi di una violazione della libertà di concorrenza, pilastro del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, con trasferimenti di incassi e diritti prodotti in un certo Paese verso altri Paesi dove si pagano meno tasse, e dove – sempre secondo l’accusa – i governi potrebbero fornire alle imprese straniere più potenti informazioni e consulenze preziose. Il mercato unico, come spiega una fonte dell’Antitrust, «significa sì opportunità diversificate ma anche una base unica di diritti e doveri per tutti, per tutte le imprese europee: se una di queste può scegliersi il governo fiscalmente più indulgente nei suoi confronti, e così aumentare i suoi profitti a scapito dei patti comunitari, è proprio un pezzo dell’Europa unita che viene a mancare». E per marcare ancor meglio il concetto: «Il nomadismo fiscale cui abbiamo assistito negli ultimi anni avvantaggia chi lo pratica ma non per molto tempo: alla fine, tutti sono danneggiati perché sono distorti i meccanismi di base della concorrenza e non esistono più regole».
Ipotesi di scuola, che devono essere naturalmente tutte provate. L’inchiesta continua e continuerà per un bel po’, almeno ufficialmente. Le multinazionali coinvolte hanno sempre negato tutto. Per ora non vi è una sentenza definitiva. Ma l’Antitrust attuale di Bruxelles, legato a una Commissione Europea che sta comunque ultimando il suo mandato (fra un mese tutti a casa) , non vuole probabilmente lasciare ad altri un’opera incompiuta, soprattutto se di così gran risalto. Ecco così, anche senza la sentenza definitiva, un primo giudizio parziale già espresso nella lettera al governo del Lussemburgo: «Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione ritiene, a titolo preliminare, che la decisione anticipatoria del Lussemburgo a favore della FFT costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea».

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