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Irlanda e Lussemburgo nel mirino Ue per gli aiuti illegali alla Apple e a Fiat

La Commissione ha formalizzato la procedura di infrazione annunciata a giugno contro Lussemburgo e Irlanda per aiuti di stato in favore rispettivamente di Fiat e Apple. L’accusa per entrambi gli stati è di aver favorito, con un trattamento fiscale concordato in via preventiva e particolarmente agevolato, la multinazionale dell’auto e il gigante americano dell’informatica in misura tale che gli sgravi hanno costituito un indebito aiuto ai due gruppi.

L’inchiesta che riguarda Fiat è centrata sulla società finanziaria Fiat Finance and Trade (FFT), detenuta al 40% da Fiat auto e al 60% da Fiat Finance Spa, che fornisce servizi di tesoreria per la filiali del gruppo in Europa, ad esclusione dell’Italia. In una lettera di 33 pagine, pubblicata ieri sul sito della direzione generale della Concorrenza, che fa capo al commissario Joaquin Almunia, la Commissione contesta come il trattamento fiscale riservato a FFT «non rispetti il principio di concorrenza piena», offrendo indebiti vantaggi alla società finanziaria. In particolare la lente di Bruxelles si è puntata contro la pratica del «transfer pricing arrangement », cioè sulla fissazione arbitraria dei prezzi dei prodotti che la società fornisce alle altre filiali del gruppo automobilistico. In questo modo, grazie alla tolleranza delle autorità lussemburghesi, la società avrebbe potuto massimizzare i profitti nei Paesi dove è sottoposta ad una tassazione vantaggiosa e ridurli invece in quelli dove l’imposizione fiscale è più pesante. «Al momento la Commissione non ha nessun elemento che indichi che le misure in questione possano essere considerate compatibili con le regole del mercato interno», è scritto nel documento pubblicato da Almunia.
Bruxelles si lamenta inoltre delle scarse e incomplete informazioni fornite dal governo lussemburghese a fronte delle richieste di chiarimenti che erano state inviate nei mesi scorsi. E avverte che, se il Principato dovesse continuare a mostrarsi reticente, si rivolgerà direttamente al gruppo Fiat per acquisire le informazioni che reputa necessarie. Dopo l’apertura formale dell’inchiesta, con la pubblicazione della lettera sulla Gazzetta ufficiale della Ue, Lussemburgo e Irlanda avranno un mese di tempo per presentare le loro giustificazioni. Qualora le accuse di aiuti di stato illegali fossero provate, la Commissione potrebbe imporre ai due Paesi di recuperare, con gli interessi, le somme irregolarmente condonate ad Apple e Fiat.
Fiat non ha reagito ufficialmente alla notizia, che ha contribuito a far calare le azioni del gruppo in Borsa del 3,7%. Il governo lussemburghese ha invece diffuso un comunicato in cui afferma che la lettera della Commissione «è solo una tappa formale » e assicura di «aver fornito tutte le informazioni richieste e aver collaborato pienamente».
Le accuse che Bruxelles rivolge al governo irlandese per il trattamento fiscale riservato a Apple, che ha stabilito in Irlanda il proprio quartier generale europeo e ha installato a Cork l’unico stabilimento al di fuori degli Usa, sono sostanzialmente le stesse mosse contro il Lussemburgo. In questo caso, Bruxelles sembra anche essere in possesso di verbali di incontri tra le autorità fiscali irlandesi e i rappresentanti della “mela” da cui si evince che Dublino avrebbe concesso particolari favori per evitare tagli di personale nello stabilimento. Apple ha diffuso un comunicato in cui nega le accuse e afferma di essere soggetta allo stesso trattamento fiscale delle altre società con sede in Irlanda.
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