Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Irap, sei soluzioni per gli ultimi dubbi

Il click-day per l’inoltro delle domande è in pieno svolgimento, ma ci sono ancora alcune questioni importanti che l’agenzia delle Entrate dovrà chiarire in merito alle istanze di rimborso per la mancata deduzione – ai fini delle imposte sui redditi – dell’Irap relativa alle spese per il personale. Il dettaglio è nel grafico in pagina, ma le più importanti sono: gli effetti della richiesta di rimborso ai fini dell’applicazione delle norme sulle società in perdita sistematica; i rapporti tra deduzione analitica e forfettaria; il limite massimo della deduzione complessivamente fruibile; il calcolo del costo del lavoro.
Poiché la campagna di trasmissione delle richieste è iniziata lo scorso 18 gennaio e terminerà il 15 marzo, l’emanazione degli ulteriori chiarimenti ufficiali potrebbe comportare la necessità di ripresentare le istanze già trasmesse: in questi casi, si dovrebbe comunque continuare a fare riferimento, ai fini della tempistica dei rimborsi, alla data di presentazione dell’istanza originaria.
La «nuova» perdita
La rideterminazione del reddito conseguente alla deduzione dell’Irap può generare una maggiore perdita da computare in diminuzione del reddito relativo al primo periodo d’imposta utile successivo. Può accadere che, a fronte del reddito dichiarato, in uno degli anni dal 2009 al 2011, in misura superiore a quella minima stabilita per le società di comodo, si venga a determinare una perdita a causa della deduzione dell’Irap. Si pone, in tale caso, il problema se, ai fini della disciplina delle società in perdita sistematica, assuma rilevanza il reddito dichiarato o la detta perdita (si veda il Sole 24 Ore dell’11 febbraio).
Si ritiene che la perdita, così come rileva a favore del contribuente ai fini del rimborso o del riporto in avanti della stessa, abbia parimenti effetto ai fini delle penalizzazioni conseguenti all’applicazione della disciplina delle società considerate di comodo. Non dovrebbe, però, essere sanzionato il versamento degli acconti avvenuto in misura inferiore a quella prevista.
La deduzione forfettaria
Nelle istruzioni per la compilazione dell’istanza è stato precisato che l’Irap dedotta analiticamente va determinata al netto di quella scomputata forfettariamente e che – in caso di sostenimento del costo del lavoro e degli interessi passivi – le deduzioni si cumulano. Non è, quindi, espressamente chiesto di ricalcolare la deduzione del 10% per tenere conto di quella fruita in via analitica. La necessità di effettuare il ricalcolo non emerge neanche dal dettato normativo e si ritiene, pertanto, che la percentuale possa essere applicata sull’Irap complessivamente dovuta.
Qualora la somma delle due deduzioni superi l’importo dell’imposta complessivamente dovuta, quest’ultimo costituisce, comunque, il limite massimo entro il quale può essere effettuata la deduzione, perché non può essere dedotta una spesa superiore a quella effettivamente sostenuta.
Il costo del personale
L’articolo 2 del Dl 201/2011 stabilisce che per fruire della deduzione analitica è necessario aver sostenuto, nel periodo d’imposta cui si riferisce l’Irap versata, spese per il personale dipendente e assimilato, che vanno assunte, ai fini del calcolo dell’Irap deducibile, al netto delle deduzioni spettanti «ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis1» del Dlgs 446/1997. È sorto, quindi, il problema se vada dedotta anche la deduzione riconosciuta ai soggetti che incrementano il numero delle assunzioni, prevista nel comma 4-quater dell’articolo 11, che non è stato menzionato (si veda il Sole 24 Ore del 14 febbraio).
Si ritiene che il comma 4-quater non sia stato richiamato nella norma, che trova applicazione a partire dal 2012, perché è stato possibile fruire della deduzione per l’incremento occupazionale soltanto fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008. Della stessa si dovrebbe, però, tenere conto in sede di rideterminazione, nell’istanza di rimborso, dei redditi prodotti fino a tale periodo; anche perché è una deduzione strettamente legata al costo del personale.
Nel calcolo dell’Irap sul costo del lavoro vanno considerati anche gli accantonamenti diversi dal Tfr, quali quelli per l’incentivo all’esodo dei dipendenti, che si ritiene non rilevino solo nel periodo d’imposta in cui sono versati, in quanto riferiti a costi per il personale di competenza dell’esercizio.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sulla carta è stata una riunione “informale” — durata quasi quattro ore — per mettere a pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da domani 1° dicembre il sequestro conservativo su conti bancari di altri Paesi Ue potrà effettiva...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sconto Ires del 50% per le Fondazioni bancarie e nuovo regime Iva per 298mila associazioni. Sono le ...

Oggi sulla stampa